L'intervista

Santa Rosa: segreti, sicurezza e futuro della Macchina. Ce li svela il suo costruttore!

"Io credo molto in Santa Rosa, che ci guarda e ci protegge"

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vincenzo fiorillo santa rosa
Il costruttore Vincenzo Fiorillo
macchina santa rosa
L’impalcatura della macchina a San Sisto

Incontro Vincenzo Fiorillo – il costruttore di Gloria – di prima mattina. Camicia bianca con le maniche appena rimboccate, pantaloni scuri, ha l’aria dell’uomo pratico che non si perde in chiacchiere. Il cantiere della Macchina è già in attività, e prima di concedersi alle nostre domande il signor Fiorillo deve provvedere ad aprire il cancello per il passaggio di un mezzo.

Partiamo dalla fine – gli propongo. Lei, signor Fiorillo, che cosa pensa del progetto rilanciato dall’architetto Ascenzi di una teca in piazza San Sisto per rendere visitabili tutto l’anno le Macchine in carica?
“E’ un’idea che sosteniamo da anni, e spero che questa sia la volta buona. La teca stessa diventerebbe un’attrazione della città. Se andiamo in altre città vediamo strutture architettoniche moderne che convivono benissimo con le architetture storiche. Sarebbe certamente un polo di richiamo per il turismo. L’Amministrazione comunale dovrebbe prenderne atto, se non subito almeno nel giro di due/tre anni.

In questo modo, se non si fa il ponteggio, l’impresa non guadagna!
“Ma l’impresa con Santa Rosa non guadagna. Queste sono cose che si fanno per passione, e anzi bisogna essere bravi per non rimetterci tanti soldi. Ci devi avere la passione dentro. E anche la religiosità. Le dico che quando il 3 settembre il tempo è brutto, alle 9 di sera smette di piovere. Io ci credo, e credere, se non fa bene, è certo che non fa neppure male. Io credo molto in Santa Rosa, che ci guarda e ci protegge”.

La devozione per Santa Rosa è davvero sincera a Viterbo. Anche un turista non può non vedere che Il trasporto è prima di tutto un atto di fede. Ma veniamo al suo ruolo di costruttore, montatore e curatore della Macchina. Quali sono gli aspetti tecnici salienti del suo lavoro?
“L’aspetto tecnicamente più impegnativo è il montaggio: la base, più i tre conci [i moduli], più la Santa. Ogni blocco viene assemblato da 48 bulloni di un certo spessore, per ottenere il massimo in fatto di robustezza e sicurezza della Macchina. Anche il trasporto con i mezzi dalla nostra sede sulla Tuscanese è un momento delicato. Colgo anzi l’occasione per ringraziare la Polizia Municipale, che ci scorta lungo il percorso a ritroso di quello che percorre la Macchina”.

santa rosa sotto
Un primo piano della macchina di Santa Rosa

Le fiaccole a luce viva della Macchina sono probabilmente uno degli elementi di maggiore impatto visivo.  Ma possono costituire un rischio?
“Tutti i materiali impiegati sono testati contro il pericolo d’incendio. Sono tutti di classe ZERO [materiali incombustibili] per cui la garanzia di sicurezza è massima. Le fiamme vive sono alimentate da piccoli serbatoi riempiti con paraffina, che non è una sostanza infiammabile, a differenza di gasolio e benzina. In ogni caso da quando si monta a quando si smonta sono sempre presenti quattro estintori a polvere. Durante il trasporto quattro nostri addetti seguono il il percorso muniti degli estintori. Più lo straordinario servizio prestato dai Vigili del Fuoco”.

Ci dà le misure esatte di Gloria:  peso, altezza, luci?
“Negli ultimi anni le misure sono standard: 28,5 metri di altezza ( 30 totali, considerando i facchini che la trasportano sulle spalle ), 50 quintali di peso, con una tolleranza del 5%, 1.200 luci, divise esattamente a metà tra quelle elettriche e quelle a luce viva”

E adesso i materiali e le tecnologie che utilizzate per la costruzione. Quanto sono cambiati?
“Moltissimo. Gloria ha dato una svolta alla costruzione delle Macchine, perché è la prima costruita con le stampanti 3D munite di bracci meccanici. Con questo sistema abbiamo raggiunto quasi la perfezione nella riproduzione delle figure e dei volti. Il materiale è in polistirolo, trattato con più mani di un poliuretano che consente al polistirolo di non rompersi neppure sotto il peso di una persona che ci cammina sopra. Non assorbe acqua, ed è veramente leggero e rigido al tempo stesso. Rispetto alle resine precedenti il peso diminuisce in rapporto di 10 a 1. Quindi uno strato di 2 centimetri di polistirolo trattato pesa 1 rispetto ai 10 di uno analogo strato di materiale in resina. Tutto ciò ci ha consentito di restare al di sotto dei 50 quintali consentiti dall’Ufficio Tecnico del Comune. Con nostra grande soddisfazione.”

santa rosa porta romana
La corona di fiori posata sulla statua di Santa Rosa

Siamo alla fine, e in chiusura, oltre a ringraziarla di cuore per la gentilezza, la invito a un piccolo pettegolezzo. Mi dica sinceramente… il sindaco Arena, quando insieme a lei e all’architetto Ascenzi, è salito in piattaforma sopra Porta Romana per mettere la corona di rose rosse intorno al collo di Santa Rosa, un po’ di fifa ce l’aveva?
“Per lui era la prima volta, quindi un po’ di tensione ci poteva stare…ma ha preso subito fiducia perché la cosa era sicura al 100%.  Che il sindaco salga a incoronare di rose
Santa Rosa, ormai è diventata una tradizione”

Buon lavoro signor Fiorillo. Evviva Santa Rosa!

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