BELLO E BRUTTO

Santa Rosa: unità, sentimento, pulizia! Palazzo romano: la grottesca porcata dei furbi!

"Non voglio nemmeno perdere troppo tempo a sporcare l'incanto che mi regala Santa Rosa con il doloroso disgusto che mi si infila dentro di fronte alla grottesca porcata che si sta consumando ai danni degli italiani"

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Ho imparato pian piano, in questi anni, ad amare Santa Rosa e la purezza del sentimento che lega nel profondo i viterbesi a questa meravigliosa e autentica Festa di devozione religiosa e di unità di popolo. Straordinarie sensazioni che – nelle tante metropoli del mondo in cui ho vissuto, la nativa Roma compresa – non avevo mai provato! L’essenza di comunione e di magica consonanza che promana dagli eventi che si susseguono in queste intense giornate – a partire dalla entusiasmante prima delle cene degli ammirevoli e tosti Facchini – mi ha riconciliato con la vita. La bellezza unica di sentirsi parte di un tutto proteso verso gli stessi obiettivi (malgrado e ben oltre qualche difficoltà e qualche bega personale di troppo)… Insomma, felicità e cuore più leggero!

I facchini, in attesa della Processione con il Cuore di Santa Rosa

L’esatto contrario di quello che provoca in me – eppure di politica e di politichese ne mastico da quasi mezzo secolo – il ributtante spettacolo che offre di sé, peggio di sempre, il Palazzo romano! Non voglio nemmeno perdere troppo tempo a sporcare l’incanto che mi regala Santa Rosa con il doloroso disgusto che mi si infila dentro di fronte alla grottesca porcata che si sta consumando ai danni degli italiani. Non ho mai visto prima una simile tragicommedia degli imbrogli, delle bugie e degli equivoci.

L’uomo del “vaffa-day”, Beppe Grillo

L’orrido e untuoso Conte, tutto e il contrario di tutto. Le giravolte napoletane di Di Maio, che si appiglia alla farsa della piattaforma Rousseau. Zingaretti, cumulatore di incarichi, svolazzato in un batter d’ali dal predicare il “voto subito” al propagandare il “governo di svolta” che vedono solo lui e i furbi compagni del Piddì. Grillo e la sua fulminea parabola da geniale clown (lo era) a saggio regista e pilastro della Repubblica che derideva… Basta, mi fermo qui. Per ritegno. Non roviniamoci la bellissima Festa con questo ciarpame. Avremo l’indegno governo rosso-Rousseau, ma supereremo pure questa prova! Meglio, decisamente, pensare alla nostra Rosa.

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