La pianta spontanea e autoctona della Tuscia era apprezzata fin dall'antichità dalla medicina popolare: lo studio di ragazzi e docenti ne ha confermato le proprietà benefiche e curative per alcuni problemi della pelle

“SANTOCream”, la crema antibiotica alla santolina nata all’istituto chimico di Acquapendente

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“SANTOCream”: un nome scelto dagli stessi studenti dell’istituto chimico “L. Da Vinci” di Acquapendente per indicare la crema antibiotica tutta naturale nata grazie a un lavoro portato avanti insieme ai docenti e durato ben cinque anni, e che ora viene prodotta e invasata proprio all’interno della struttura scolastica.

Nei giorni scorsi Rai 3 ha mandato in onda un servizio sull’importante scoperta avvenuta nell’Alta Tuscia. I ragazzi dell’istituto chimico, studiando il principio attivo estratto dopo una lunga ricerca dall’olio essenziale della santolina etrusca, pianta spontanea e autoctona del territorio della Tuscia, hanno potuto apprezzarne le proprietà benefiche e curative per alcuni problemi della pelle.

Un lavoro avviato nel 2015, quando studenti e insegnanti hanno iniziato un progetto di studio sulle essenze tipiche della zona, fino alla scoperta delle possibilità offerte dalla santolina lo scorso anno.

“La santolina è una pianta tipica e conosciuta dalla tradizione popolare – spiega Luciana Billi, dirigente dell’istituto L. Da Vinci di Acquapendente – e anche dalla medicina popolare e quindi era logico cercare di verificare se effettivamente le nostre credenze avessero una base scientifica”.

Per valorizzare a pieno l’attività, all’interno dell’istituto è stata creata un’intera filiera produttiva, che parte dalla coltivazione della pianta, alla produzione, fino all’invasamento della crema, che vuole ora divenire, con l’aiuto del Ministero per le politiche giovanili, un’occasione occupazionale sul territorio.

“L’altra finalità è cercare di sensibilizzare le imprese – ha aggiunto Luciana Billi – anche creando delle start up e qualsiasi altra ipotesi lavorativa per creare delle occasioni di sbocchi professionali dei ragazzi sul territorio. Noi vogliamo che i nostri ragazzi rimangano nel territorio dell’alta Tuscia”.

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