Riflessioni dell'assessore Laura Allegrini in una giornata dal sapore diverso, ma speciale: "La fede può comunque fare a meno di manifestazioni esteriori"

“Sarà una festa più intima, questa assenza ha un significato ancora più profondo della tradizione…”

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E’ innegabile: quest’anno il tradizionale Trasporto della Macchina, insieme al corteo storico e alle altre manifestazioni dei giorni precedenti e successivi in onore di Santa Rosa mancheranno a tutti i viterbesi.
Sarà una festa dal sapore diverso dal solito, ma comunque speciale, che ognuno di noi vivrà con la speranza di poter tornare a stringerci tutti insieme il prossimo anno.

L’assessore Laura Allegrini ha condiviso alcune riflessioni su questa giornata sul suo profilo Facebook. “E’ stato, sin qui, un anno difficile – si legge – portiamo dentro i segni di una tragedia che ha scosso il mondo e le sue certezze: un dramma che ci ha portato tutti al punto di partenza. A ragionare con l’impotenza e la solitudine. A rivalutare la nostra umana condizione. E ancor oggi non sappiamo come finirà…”, scrive la Allegrini.

L’assessore ai lavori pubblici del Comune di Viterbo, Laura Allegrini

“Anche questa festa di Santa Rosa avrà aspetti intimi e riflessivi a discapito della coinvolgente coralità che la caratterizza – continua l’assessore – eppure io sento che esplode dentro di me come ogni anno, forse perché la fede può comunque fare a meno di manifestazioni esteriori. Ma mi manca tutto: i colori, gli odori, le luci, i suoni, le grida, la tensione e l’emozione che da sempre pervadono la prima, frizzante aria settembrina di Viterbo.

Io, i parenti, gli amici, gli amministratori e un po’ tutti noi viterbesi cerchiamo di non parlarne, come un segreto inconfessato: sì, sono un po’ attonita e un po’ sospesa – confessa – lo so già: quando sarà il momento mi scenderanno le lacrime. Perché questa ‘assenza’, questa discontinuità, ha un significato ancora più profondo della tradizione. E’ un monito e una riflessione che mi spinge ancor più nelle braccia di Rosa. Tra poche ore sarà già ‘dopo Santa Rosa’: un dopo che, come direbbe qualcuno, è anche un prima, perché il tempo di Rosa è sempre”.

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