Scacco d’atto, la retorica forense diventa competizione tra aspiranti avvocati

L'evento, iniziato giovedì 20 e che proseguirà fino a sabato 22, sbarca quest'anno nella città di Viterbo, ospitato dal tribunale, dopo la vittoria dello scorso anno portata a casa dalla "squadra" della città dei papi nella quarta edizione che ha avuto luogo a Messina.

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Scacco d'atto

La retorica forense non è unicamente un esercizio giuridico ma, nella maniera più assoluta, una vera e propria forma d’arte.

Dalle scuole quintilianee dell’antica Roma i giovani apprendisti “del foro” si sfidavano con orazioni e simulazioni, mettendo in campo tutta la loro dialettica, bravura, conoscenza del mestiere e, soprattutto, abilità umana.

Ad oggi questo rito non è andato perduto e lo dimostra la manifestazione “Scacco d’atto”, kermesse dove le scuole forensi di tutta la nazione si sfidano a colpi di “parole” e “diritti”.

L’evento, iniziato giovedì 20 e che proseguirà fino a sabato 22 giugno, sbarca quest’anno nella città di Viterbo, ospitato dal tribunale, dopo la vittoria dello scorso anno portata a casa dalla “squadra” della città dei papi nella quarta edizione che ha avuto luogo a Messina.

Dodici le scuole forensi in gara (Alto Tirreno, Bari, Brindisi, Castrovillari, Cosenza, Monza, Palermo, Taranto, Trani, Venezia, Viterbo e mista) per un numero di oltre 130 partecipanti.

La competizione va ad inserirsi nell’iter formativo che i giovani aspiranti avvocati devono compiere per l’accesso alla professione.

“Vedere nei corridoi del tribunale tanti giovani preparati che ripassano le tracce, prima di iniziare la discussione in udienza, fa bene all’anima” dichiara sui social Luigi Sini, ex presidente dell’ordine degli avvocati, per poi complimentarsi con il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Viterbo e con l’organizzatore dell’evento, Stefano Brenciaglia, direttore della scuola forense della Tuscia.

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