Scandalo al lago di Bolsena, già rotti gli impianti di depurazione appena riparati

La denuncia degli ambientalisti di Bleu: “Le nuove pompe installate si dimostrano di qualità scadente”. Critiche alla Regione: “Dichiarazioni vuote”

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degrado lago di bolsena
Degrado al lago di Bolsena

“Non sono ancora terminati i lavori di ripristino dell’anello fognario e già si vedono preoccupanti segnali di degrado. Le nuove pompe installate si dimostrano di qualità scadente”. Gli ambientalisti di Bleu – Bolsena lago d’Europa (si definiscono un gruppo di cittadini europei impegnati nella tutela del “bellissimo ma vulnerabile” lago di Bolsena) continuano nella loro attività di informazione e sensibilizzazione.

Criticano i lavori di rifacimento del sistema di depurazione del lago di Bolsena. Lavori che vanno a rilento, come testimoniato negli ultimi giorni dai tre operai rimasti del Cobalb, la Comunità bacino lago di Bolsena, che si occupa della manutenzione degli impianti di depurazione del bacino.
Gli ambientalisti di Bleu entrano nel dettaglio delle loro critiche: “Le nuove infrastrutture si guastano nelle stazioni più critiche, come la SS9 (in località Grancaro, al confine tra Bolsena e Montefiascone), che con le sue quattro pompe potenti ha il compito di convogliare le acque reflue della parte nord dell’anello verso il depuratore. Circa un mese fa ha smesso di funzionare una delle sue pompe, il che causa sversamenti quasi continui di reflui nel lago”.

E ancora: “Nella stazione 19 sul lungolago di Capodimonte è rimasta solo una pompa che funziona ma prossima a cedere. Sul lungolago di Montefiascone la situazione è critica: se funzionasse regolarmente la SS9, le stazioni non riuscirebbero a smaltire le acque nere in arrivo”.

Poi, gli ambientalisti denunciano un fatto accaduto qualche giorno fa: “Anche tutta la spiaggia di Capodimonte è a rischio. Nella mattinata del 14 agosto si è bloccata una delle stazioni, vicino al bar Bora Bora. Invece di fare il bagno, i turisti hanno potuto ammirare lo spettacolo degli operai comunali che, avvolti nei malodori, tentavano freneticamente (alla fine riuscendo) di riparare l’unica pompa, non essendone prevista, appunto, una di ricambio”. I problemi non finiscono qui: “I nuovi quadri elettrici si dimostrano poco affidabili, non ci sono scorte di pompe e di materiale, la squadra infaticabile del Cobalb è rimasta con una sola macchina per spostarsi, non ci sono soldi per la benzina, gli operai non saranno pagati ad agosto, il direttore Massimo Pierangeli è in pensione (sebbene sia ancora attivo nell’aiutare il liquidatore del Cobalb spa e i tre operai rimasti, ndr). Vuote e false, le dichiarazioni con le quali i responsabili regionali hanno voluto rassicurare sindaci e cittadini nell’audizione davanti all’VIII commissione, poco più di un mese fa”.

Se Bolsena piange, Tarquinia non ride: “Non ci consola – concludono da Bleu – che la situazione sulle spiagge di Tarquinia sia ancora peggiore: lì si disperdono tutte le acque reflue del bacino del lago, essendo completamente fuori servizio il depuratore, da ormai tre anni”.

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