Il sistema non cede neanche davanti alla giustizia...

Scandalo ticket e scarcerazioni del 41bis, c’è un uomo della Asl coinvolto in entrambe le vicende

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Stranissimo universo quello della Asl di Viterbo: da un lato giustizialismo estremo, ma sacrosanto, quando si adombrarono nel 2019 casi limite come in Ematologia o Psichiatria. Dall’altro calano le nebbie, come nel più noto ‘Porto’ di papà Simenon con Maigret, sulle sinistre attivitá di un Dirigente Medico, destinato poi di lì a breve agli onori delle cronache.

Non sono stati tumulati invero i titoli a tutto campo della stampa locale (marzo 2019) allorchè nelle indagini delegate alla GdF, e coordinate dalla Pm viterbese Conti, si appuró che ben 170 persone avevano abusivamente usufruito di prestazioni sanitarie a Belcolle (esami di Laboratorio) senza pagare ticket, evitando code e saltando l’ordinaria procedura dì prenotazione, transitando, non si sa come, dal Reparto di Medicina a Protetta, quello che segue i detenuti in regime di ricovero.

170 soggetti che avevano bellamente e gratuitamente effettuato analisi di laboratorio per sè, ma anche a favore di amici, parenti e conoscenti affrescando a tinte indelebili i reati di truffa e falso, in concorso, come le inviperite Direzione Generale ed Amministrativa della Asl viterbese si affannarono a palesare, promettendo sfaceli circa i relativi provvedimenti da intraprendere.

Ebbene, per medici e paramedici di Ematologia e Psichiatria scattarono consigli di disciplina e licenziamenti, in alcuni casi, al di lá dei procedimenti penali e civili attendibilmente in corso ancora. ma per il caso “esami facili”?

Dopo tuoni, fulmini e saette, un bel nulla di fatto per il ‘primum movens’, il Direttore della Medicina Protetta di Belcolle: nessun consiglio di disciplina a fronte di una intuibile, e stranissima, derubricazione del reato, obliterato da un’ammenda, che non sposta tuttavia il principio della responsabilitá, la quale, nel penale, è incontrovertibilmente personale.

E che nulla derivò ne è comprova che, in piena emergenza Covid, quel Dirigente Medico, infettivologo, diviene il fulcro pitagorico in Asl (posto che l’altro collega infettivologo langue in quarantena per via dell’ infezione clamorosamente contratta dal fratello, ed a proposito, qualcuno dovrá spiegare come possa essere stato a costui liquidato il c.d. Premio Covid di 1000 € destinato al personale in servizio durante la emergenza, se in servizio non si è stati) ed è un riferimento anche per l’illuminato ministro Bonafede tanto da stilare l’arcinota “griglia” di esenzioni dal regime carcerario di cui al 41/bis, che manderá a casa vagoni di super mafiosi, scatenando un caso nazionale.

Viterbo, la sua Asl, sono finalmente agli onori delle cronache, ma, per dirla con Manzoni: “Fu vera gloria?”.

I cittadini vogliono e meritano di sapere la verità. A che punto è l’indagine sui furbetti del ticket? Forse, come si vocifera, nella lista dei 170 figurano anche diversi noti volti politici e quindi la Procura ritiene troppo rischioso occuparsi di queste persone?

Lo scandalo Ticket è un episodio increscioso e vergognoso, ma l’apoteosi è il famoso decalogo sulle scarcerazioni dei mafiosi al 41bis. Ah, senza contare che il nostro uomo si candidó nel 2018 con la sinistra panunziana. Pensavate che Viterbo fosse solo una banalissima e tranquilla cittadina di 60mila abitanti vero?

1 commento

  1. Che squallida vergogna!!! Siamo veramente sotto una coltre di letame! Raggiri, favori, pareri vergognosi, indennitá percepite in carenza di requisiti, e sempre lo stesso attore che tira le fila….!!! Eppure tutto marcia spedito e… impunito!!! Bravissimi

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