Una domanda a cui da mesi si sottraggono i vertici aziendali, ma siamo sicuri che non convenga dire la verità?

Scarcerazioni 41 bis, la Asl di Viterbo giocò un ruolo fondamentale?

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“Con le pinne, il fucile e gli occhiali”, recitava così una canzone di Edoardo Vianello nel lontano 1962, in pieno boom economico. Ed oggi a Viterbo, Asl inclusa, si potrebbe lanciare il nuovo tormentone: “Col compasso, il Covid ed il grembiale”. Visto che tra antichi riti, pandemia e frequentazioni ad hoc si trova il tempo per scalare vette di popolarità ed, apparentemente, di potere.

Per Viterbo si è andata a scomodare addirittura la Commissione Nazionale Antimafia, mica il Comitato Amici di San Faustino. E non ce ne vogliano gli amici dello splendido quartiere del centro, ma quando si nasce fortunati, o forse meglio dire telecomandati, allora è possibile compilare un apposito elenco di malattie che il ben noto DAP ha trasmesso ai vari penitenziari il 21/03/2020.

Vi avevamo già parlato in questo articolo dei legami “anomali” tra la Asl di Viterbo e la griglia a cui Bonafede ha fatto riferimento per dare l’ok a diverse scarcerazioni eccellenti, ma crediamo sia meglio tornare dettagliatamente sull’argomento. In particolare sul gioco di sponda fatto dal Direttore di Medicina Protetta di Belcolle. Abbiamo infatti notato che la direttrice dell’Azienda è molto propensa a parlare con altri di Covid, noi però, proprio a riguardo del virus, avremmo altre domande da porgere alla dottoressa.

Quell’elenco, come tutti sappiamo, è divenuto ben presto il vero cavallo di Troia per la sicurezza nazionale dato che, grazie a quel “decalogo”, sono stati spediti ai domiciliari ben 223 detenuti dell’Alta Sicurezza e del 41 bis, tutti soggetti appartenenti a Cosa Nostra, Camorra e ‘Ndrangheta. Gente innocua, insomma.

Sul punto, e chiamalo punto, cadde dalle nuvole la Direttrice Ufficio Alta Sicurezza del DAP, la dottoressa Caterina Malagoli, ma non il nostro uomo, ovvero il Direttore della Medicina Protetta di Belcolle. Da quanto si apprende sarebbe stato lui, incalzato da un certo dottor Romano, giá magistrato navigato, ex membro del CDM tra il 2006/2010 (ops!) ed ora DG dell’Ufficio Detenuti al DAP, a stilare quella famosa lista di condizioni garanti per un simpatico addio alle sbarre, inserendo la ulteriore clausola sfollacarceri: esenzioni al regime carcerario per soggetti di etá superiore ai 70 anni.

Non dimentichiamoci inoltre che colui che ha scritto il decalogo è politicamente riconducibile a quell’area di sinistra filo-panunziana, così tanto riconducibile che alle scorse comunali il Direttore di Medicina Protetta decise addirittura di candidarsi in una lista dove figuravano, oltre a lui, diversi volti noti della Asl.

Ma che volete che sia allora qualche emocromo che transita su corsia preferenziale e senza pedaggio? La GdF puó attendere, anzi, lavorare inutilmente. Di acqua sotto i ponti ne è passata tantissima dai tempi della guardia medica al vecchio penitenziario di Gradi per il nostro Messner della Medicina Protetta. In certi ambienti si direbbe: ”tutto è giusto, tutto è perfetto”, anzi, figuriamoci che sotto ci possa essere la magagna.

Tuttavia, data la rilevanza nazionale del caso (Massimo Giletti messo addirittura sotto scorta per aver osato obiettare) e dato il nostro amore non quantificabile per la città, speriamo che dai vertici aziendali della Asl qualcuno possa rispondere alla nostra domanda. La “nostra” Asl giocò un ruolo fondamentale in questa vicenda vergognosa? Se sì, lungi da noi adottare comportamenti giustizialisti, piuttosto vorremmo saperne perlomeno le motivazioni. Sarebbe una macchia molto difficile da cancellare nella storia della nostra città.

1 commento

  1. Una vergogna nazionale! Il chiaro accenno a “riti” ed a compassi e grembiulini, spiega più di una perplessità. Anche il lettore più disattento dovrebbe aguzzare l’ingegno, ma si sa che a Viterbo tutto passa in sordina! Ed allora, signor Prefetto, vogliamo vedere se qualcosa non torna in questa vicenda, i suoi attori e l’appartenenza ad organizzazioni che nel passato tentarono di minare le fondamenta dello Stato?

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