Il Lazio viene inserito tra le regioni in zona rossa e i cittadini del capoluogo viterbese s'infuriano

Scatta la zona rossa ed i viterbesi non ci stanno: “La Tuscia non lo merita”

723
La Tuscia non ci sta

L’ultimo decreto legge del fresco governo Draghi inserisce il Lazio tra le regioni in zona rossa e i viterbesi uniti si scatenano sui social.

La reazione sotto il post informativo fatto dal sindaco Giovanni Arena su Facebook arriva puntuale. La folla infiamma i commenti e, tra chi ironizza e chi invece usa toni ben più accesi, ad emergere come principale motivazione dello sdegno è la scarsa diffusione del virus nella Tuscia, che perciò non giustificherebbe la misura presa dal governo. Inoltre, il sindaco, è stato accusato di eccessivo immobilismo, sarebbe infatti reo di non essersi immolato a difesa del comune che rappresenta.

Gli abitanti della Tuscia sono esausti, comprensibilmente, si sentono vessati da questa situazione che si protrae ormai da un anno. Le imprese vengono costrette a interrompere nuovamente la loro attività, gli studenti sono costretti alla DAD e, con gli aiuti che tardano ad arrivare, la situazione che si prospetta non è delle più rosee.

Dopo oltre un anno l’unica soluzione che si è riusciti a trovare è la medesima di quella messa in atto l’8 Marzo 2020 dal governo Conte, il lockdown totale. I numeri sono certamente migliori di quelli di un anno fa e, col tempo, la conoscenza del virus è migliorata, i vaccini sono arrivati e l’esperienza nella cura dei malati è sicuramente aumentata. Inoltre, le attività che ora si vedono costrette a tirare giù la saracinesca sono reduci da un anno orribile sotto il punto di vista degli introiti. Si tratta perciò di un altro tassello che sta componendo lentamente la rovina delle PMI, vero motore trainante dell’Italia. A questo punto, ci chiediamo se, con i numeri di contagi irrisori ottenuti dalla Tuscia, non si sarebbe potuto fare di meglio.

 

 

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui