Schiaffi e minacce alla convivente incinta, ma lei ritira la querela: militare assolto

Botte e insulti per due anni, dal 2014 a tutto il 2015: reati derubricati, quindi sentenza di non doversi procedere.

638
violenza stupro donne

Assolto militare dall’accusa di stalking e gravi maltrattamenti nei confronti della convivente. I fatti sono avvenuti nel 2014 e 2015 principalmente in paesino della provincia. L’imputato accusava la donna di tradirlo con altri uomini (“Quando io vado a lavoro tu ti porti altri uomini dentro casa”). La umiliava di frequente. La rimproverava per le faccende domestiche. Soprattutto, la percuoteva di continuo, anche quando lei era incinta: ad esempio nel marzo 2014, la prendeva a schiaffi e calci facendola rovinare a terra; o nel novembre successivo, quando lei era all’ospedale per partorire e lui la malmenava; o ancora nel dicembre 2015, allorché la colpiva in testa con il telecomando.

Dal lato processuale, tutto si è risolto nel senso voluto dalla difesa quando il giudice ha derubricato i reati a ipotesi di procedibilità a querela; e quindi si sono estinti i delitti ai sensi dell’articolo 531 del codice di procedura penale. Da qui, la pronuncia della sentenza di non doversi procedere, e il lieto fine per l’imputato che era stato accusato di maltrattamenti in famiglia e stalking ma poi c’è stata la retrocessione (in senso di pene) a lesioni e percosse procedibili a querela. Siccome la moglie aveva rimesso la querela, il militare non ha subìto la condanna.

Gli avvocati Giovanni Bartoletti e Simone Negro, del foro di Viterbo, hanno difeso l’uomo: “Abbiamo ottenuto un risultato insperato: il nostro assistito se fosse stato condannato avrebbe avuto anche pesantissime ripercussioni lavorative”.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui