Scompare l’edicola di Piazza del Sacrario. È la prima, ma altri simulacri faranno la sua sorte

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Oggi è stata rimossa l’edicola per la rivendita di giornali di Piazza del Sacrario. L’attività di vendita era cessata da quasi un anno, e il manufatto era chiuso con un cartello “vendesi”, attaccato bene in vista.

L’edicola prima della rimozione

Così questo emblema storico dell’informazione è scomparso, e al suo posto oggi c’è un triste vuoto. Adesso che è scomparso il manufatto, si distinguono bene i balconi dello storico Palazzo Antisari, medico scomparso a Viterbo nel 1731. Scompare così un simulacro della nostra storia recente, di quando pochi anni fa, per sapere le notizie dovevi comperare il giornale, oppure ascoltare il giornale radio.

Quando in casa, durante il pranzo, lo speaker della radio leggeva le notizie, tutti si doveva rispettare un silenzio sacrale. Infatti, la televisione non c’era, e non c’era neanche internet e i telefonini, che stanno sempre più diventando dei veri Pc portatili. Le notizie in nostro possesso ci dicono che quell’edicola fu installata intorno al 1950. Ma altre edicole, ancora esistenti in Viterbo, hanno fatto la storia della rivendita editoriale. Prima fra tutte quella di Renato Busich in Via Roma, che risale agli anni a ridosso della recente guerra, e poi quella di Antonio Roncato e quella di Otello Lanzi.

Ben visibili i balconi dello storico Palazzo Antisari.

L’edicola di Roncato sorgeva accanto alla torre pentagonale di P.le Gramsci, nell’angolo che la torre disegna con le mura castellane. Rimase lì per tanti anni, finché per liberare le mura, fu trasferita agli inizi di V.le Trento. Antonio Roncato era un edicolante molto attivo. Tutte le mattine usciva dall’edicola, con un pesante fascio di quotidiani sotto al braccio, e li consegnava personalmente con un preciso porta a porta.

Da considerare che il nostro eroe, era anche claudicante. L’edicola di Otello Lanzi godeva di una posizione ottima di visibilità e  era una di quelle che vendeva di più. Dopo di lui l’attività è stata portata avanti dalla moglie e dalla figlia Anna, aiutata dal marito. In quel tempo l’Agenzia di distribuzione dei quotidiani si trovava in Piazza San Faustino e la dirigeva il rag. Araceli. L’attività delle edicole era lucrosa e consentiva un buon guadagno. Poi internet ha quasi azzerato le vendite, e tutte le edicole soffrono una forte crisi. Altre edicole a Viterbo sono chiuse, in attesa di essere vendute.

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