Omicidio Fedeli, due verità a confronto. Una città col fiato sospeso.

 Scontro sull’ ergastolo a Pang. Che prevalga la giustizia più limpida!

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Condannare al massimo della pena Michael Aaron Pang, presunto omicida del commerciante viterbese Norveo Fedeli – cittadino modello e benvoluto da tutti – o salvare il giovane americano di origine coreana dalla vita dubbia concedendogli la legittima difesa e cancellando l’ aggravante della rapina attraverso la quale la Procura ha appesantito la sua perentoria richiesta di condanna? Si mentirebbe se non si riconoscesse che la stragrande maggioranza dell’ opinione pubbica è contro Pang, concorda con la richiesta di ergastolo e aspetta col fiato sospeso la sentenza fissata per il 14 dicembre. Il massacro del povero Norveo è stato troppo efferato e clamoroso per non sollevare gli animi e l’ ira contro l’ imputato! Sì – dopo un anno e mezzo – la gente reclama giustizia, la più dura delle giustizie ai suoi danni. Ma, attenzione, anche il peggior criminale ha diritto a un giusto processo e ad una disamina accurata dell’ accaduto. Non bisogna mai stancarsi di accertare, verificare, portare nuovi indizi. La nostra Costituzione è molto precisa e avanzata in fatto di materia giuridica. Rigore di fronte a una vicenda così grave e di insopportabile violenza. Che vuol dire anche andare dritti alla ricerca e al vaglio della verità opposta. Per questo l’ avvocato Remigio Sicilia ha fatto compiutamente il suo mestiere invocando, in una mirabile arringa, tesi opposte a quelle esposte dalla Procura per suffragare la richiesta di condanna all’ ergastolo. Nessuno può attaccarlo per il suo tentativo di tutelare e alleggerire la posizione del suo assistito. Ma adesso basta con l’ incrociare le spade e restare nel dubbio. La gente vuole una sentenza esemplare e incontestabile. Il 14 dicembre è una data importante per Viterbo, raramente toccata da fatti di tale impatto. Si decida senza prevenzioni, ma con severità. Personalmente – ma non conta nulla – credo che Pang sia colpevole e Fedeli una innocente vittima. Ma accetterei qualsiasi altro verdetto che contenesse il seme dell’ onestà e delle prove. Il Tribunale non è uno stadio in cui si fa il tifo, ma un luogo sacrale dove si ragiona anche scontrandosi. Che vinca la verità!

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