Scorie nucleari, il 9 novembre seminario nazionale Sogin in Provincia

Ribadito il No unanime al deposito di rifiuti radioattivi di politica e comitati oggi in convegno a Viterbo

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No al deposito nazionale delle scorie nucleari nella Tuscia.

Unanime il dissenso del territorio che vede in campo politica – nazionale, regionale e locale – associazioni di categoria (in particolare turismo e agricoltura) e numerosi comitati nati per contrastare il rischio che il sito unico di stoccaggio dei rifiuti radioattivi venga realizzato nella Viterbese.

Timori più che giustificati, a fronte dei 22 siti – su un totale di 67 – ritenuti idonei tutti ubicati nella nostra provincia.

In vista del 9 novembre, quando a Palazzo Gentili si terrà il seminario Sogin con le audizioni di tutte la parti interessate, oggi in un convegno sono state esposte le osservazioni a sostegno del No.

Nell’aula consiliare della Provincia il presidente Nocchi ha sottolineato “l’immediata sinergia che si è creata tra politica e comitati” sulla problematica per “evidenziare la nostra visione del territorio diversa da quella proposta per la realizzazione del deposito”.

Rimarcando poi come fin dal 5 gennaio la Provincia si sia fatta promotrice di un incontro a cui parteciparono l’allora sottosegretario all’Ambiente Morassut e l’assessore regionale Valeriani. L’esponente della Pisana, sia in quell’occasione che in altri momenti, ha sempre ribadito l’indisponibilità del Lazio a ospitare il sito di stoccaggio.

Valeriani stamani, per impegni sopraggiunti, non ha potuto collegarsi ma a rappresentare la posizione della Regione in videocollegamento l’assessore alla Transizione ecologica Roberta Lombardi. “Unanime l’impegno dell’ente a fianco del territorio, il Lazio non è idoneo a ospitare il deposito” ha dichiarato evidenziando inoltre che “c’è tutta una serie di rilevazioni tecniche che non erano state considerate”.

Focus del deputato FdI Mauro Rotelli sulle aree che la Sogin ritiene idonee “200 ettari per 250 anni che ricadono in una zona in cui da 10-15 anni sono state autorizzate o richieste installazioni di impianti fotovoltaici, a cui si sono opposti sia il Mibact che l’Avvocatura di Stato”.

E sottolinea l’incongruenza “dello Stato che dice sì a Sogin ma allo stesso tempo, con il Mibact e l’Avvocatura, dichiara che pur non essendo vincolate quelle aree non sono idonee al fotovoltaico”.

“Valutazione ambientale ma anche sull’impatto sanitario” è la richiesta contenuta nell’ordine del giorno presentato dal consigliere regionale Pd Enrico Panunzi, e approvato dal consiglio della Pisana l’11 gennaio.

“Nessuna sindrome di Nimby – ha rimarcato stamani – ma oggettivamente ci sono tutta una serie di osservazioni di cui tenere conto”.

“Chiediamo a Governo e Regione di difendere il territorio per scongiurare che tutto si concentri in questa parte dell’Alto Lazio. – ha affermato il senatore della Lega Umberto Fusco – La Tuscia ha già dato, non ha bisogno di rifiuti, né tossici né urbani”.

Il professore Angelo Di Giorgio, presidente del comitato Maremma Futura, dopo aver ringraziato i politici intervenuti “perché era un tassello che mancava e la posizione che assumeranno sarà importante” ha tenuto a rimarcare che “quella del comitato non è una posizione pregiudiziale ma deriva da uno studio approfondito con una cinquantina di esperti, ha radici tecniche e scientifiche”.

Nel corso del convegno, tenuto nella sala conferenze della Provincia, è stato poi relatore sullo “Stato di salute nella Provincia di Viterbo – indagini epidemiologiche”.

Tra i molti relatori che si sono succeduti anche l’avvocato Francesco Rosi, referente per le osservazioni della Provincia e presidente del comitato Maremma Viva, intervenuto su “Quadro normativo – Attinenza del Programma nazionale di smaltimento dei rifiuti radioattivi”. Molto partecipato l’incontro odierno anche dai sindaci della Tuscia, tra cui il primo cittadino di Viterbo Giovanni Arena.

All’esterno di Palazzo Gentili manifestanti con cartelli e bidoni, recanti il simbolo dei rifiuti radioattivi, hanno accolto politici e partecipanti al convegno. Un evento propedeutico per fare il punto in attesa delle audizioni del 9 novembre durante il seminario nazionale Sogin, che si terrà in Provincia.

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