Dal primo settembre il "certificato verde" sarà obbligatorio per insegnanti, personale ATA e universitari: contro la nuova misura nasce una petizione rivolta ai parlamentari italiani

Scuola, 120 mila firme per chiedere l’abolizione del green pass per docenti e studenti

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A poche settimane dalla riapertura delle scuole in Italia prosegue la polemica per l’introduzione del “certificato verde” per docenti, personale ATA e studenti universitari.

Quest’ultimo sarà infatti reso obbligatorio a partire dal primo di settembre per lavorare all’interno dei locali scolastici e frequentare le lezioni presso gli atenei.

Per chi venisse trovato senza saranno previste pesanti sanzioni da 400 a 1000 euro; inoltre, dopo il quinto giorno di assenza “ingiustificata” lo stipendio non verrà più retribuito.

L’introduzione della nuova misura ha spinto l’Anief (Associazione Sindacale Professionale) a lanciare una petizione online in collaborazione con Radamante – e indirizzata ai parlamentari italiani – per chiedere l’abolizione del green pass per il personale docente, amministrativo e gli studenti universitari:

“L’approvazione del Decreto Legge sull’obbligo del Green Pass per il personale (docenti – amministrativi) della scuola e dell’Università nonché per gli studenti universitari non garantisce la ripresa delle lezioni in presenza in sicurezza, e viola la normativa comunitaria richiamata nella raccomandazione dell’assemblea del Consiglio d’Europa n. 2361/2021 contro l’obbligo vaccinale”, si legge sul testo della petizione, che ha raggiunto già oltre 120.000 firme a fronte di un obiettivo di 150.000.

Poi continua ancora: “Per questa ragione Anief in collaborazione con Radamante ha deciso di avviare questa petizione rivolta ai parlamentari italiani perché cassino la norma in esame e per sollecitare insegnanti, ata, educatori della scuola, docenti, amministrativi, studenti dell’università a chiedere alla politica il rispetto delle norme sul distnaziamento sociale, la tutela della salute anche di chi non si vuole vaccinare ma ha diritto alla tutela della prorpoa salute, ha diritto al lavoro e all’istruzione in luoghi sicuri senza penalizzazioni o sanzioni.

Dopo la petizione saranno avviate le iniziative legali idonee per far riconoscere la violazione del diritto comunitario a seguito di formali diffide da parte di chi insieme a chi si è voluto vaccinare crede  vuole contribuire alla crescita di un Paese democratico”.

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