Ingressi scaglionati, pranzo al sacco e orario delle lezioni esteso anche al tardo pomeriggio, in alcuni casi. La dirigente scolastica Bugiotti: "A fronte di questa completa riorganizzazione delle scuole, i trasporti saranno in grado di mettere a disposizione tutte le corse e per tutti i turni?"

Scuola: cosa aspettarci per la ripartenza? Intanto resta aperto il nodo dei trasporti

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Paola Bugiotti, dirigente scolastica dell'ITE P.Savi

Riapertura delle scuole superiori, dopo varie incertezze e contrasti tra la posizione del ministro dell’Istruzione Azzolina – che avrebbe voluto anticiparne la ripartenza già a prima delle festività natalizie  – e chi, all’interno del Governo, sottolineava la necessità di rimandare tutto a gennaio. Ma anche allora, gli istituti di tutta Italia saranno in grado di svolgere correttamente le attività didattiche nonostante le disposizioni per il contrasto al Covid-19, che impongono il ritorno sui banchi delle superiori per il 50% e poi 75% degli studenti? E come è stato risolto il problema dell’affollamento dei mezzi pubblici?

Abbiamo rivolto questi interrogativi alla dirigente scolastica dell’ITE P.Savi di Viterbo, Paola Bugiotti, che già mesi fa aveva sottolineato le difficoltà legate alla mancanza di direttive certe dal Governo rispetto al tema della scuola ai tempi della pandemia globale.

Quali sono le aspettative per la ripartenza il 7 gennaio? Quali problematiche restano da affrontare, soprattutto in merito al discorso dei mezzi pubblici?

“Per le scuole possiamo dire che l’anno si è chiuso male e l’inizio del nuovo non sembra migliore. Ci viene imposta un’organizzazione dall’alto, senza tenere minimamente conto dell’autonomia di cui le scuole godono per legge. Un’autonomia che consentirebbe di adattare l’organizzazione alle caratteristiche di ciascun Istituto. In pratica ci viene chiesto di sopperire all’inadeguatezza dei trasporti.

Dobbiamo prevedere presenze al 50 per cento per la prima settimana e poi al 75 per cento e fin qui va bene. Dobbiamo però organizzare l’orario delle lezioni in due scaglioni – spiega la dirigente scolastica – ingresso alle 8 per il 60 per cento degli studenti che frequentano in presenza e alle 10 per il 40 per cento, uscita alle 14 e alle 16, ma in alcuni pomeriggi si andrà a finire anche alle 18 o alle 20 in alcune scuole: a che ora arriveranno a casa gli studenti che poi dovranno dedicarsi ai compiti e allo studio?

Per il pranzo? Al sacco ovviamente perché le scuole superiori non hanno la mensa e verrà consumato nel proprio banco perché, per la prevenzione del Covid, non ci si può intrattenere nei corridoi, con necessità di igienizzazione, prima e dopo il pasto. Organizzare l’orario dei docenti poi è un rompicapo, considerando che alcuni prestano servizio anche su tre scuole diverse.

Sarà necessario turnare i collaboratori scolastici andando a diminuire la sorveglianza e la possibilità di una continua igienizzazione.

Come dirigenti scolastici abbiamo rappresentato le difficoltà, ma non siamo stati ascoltati. – conclude – La domanda è se, a fronte di questa completa riorganizzazione delle scuole, poi i trasporti saranno in grado di mettere a disposizione tutte le corse e per tutti i turni. Staremo a vedere”.

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