Il capo del sindacato dei presidi rilancia l’obbligo per gli insegnanti. Il Cts: "Serve la quasi totalità dei vaccinati"

Scuola, i pressing dei presidi: “Niente lezioni in presenza per chi rifiuta il vaccino”

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Non è nell’ordine del giorno del Consiglio dei ministri di oggi, ma l’argomento delle vaccinazioni agli insegnanti e al personale scolastico è di rilevante importanza e non è escluso che se ne parli. Il capo del sindacato dei presidi, Antonello Giannelli, ripropone l’idea dell’obbligo vaccinale per tornare in classe. “Per riprendere in sicurezza e fare a meno del distanziamento, come si legge nel parere del Cts, servirebbe la totalità dei vaccinati o la quasi totalità, secondo percentuali che lo stesso Cts dovrebbe precisare. Qualora non si riuscisse in tempi molto rapidi a ottenere questa vaccinazione si dovrebbe valutare una forma di obbligo per coloro che sono a contatto con l’utenza”, afferma Giannelli.
Pierpaolo Sileri, afferma che gli insegnanti non vaccinati sono ancora 215 mila, “sembra un numero altissimo, mentre invece è una percentuale bassa e localizzata in alcune regioni. Credo che una moral suasion sia necessaria in quelle regioni che altrimenti avrebbero seri problemi nella didattica”.
Infatti, l’associazione Nazionale Dirigenti Scolastici, è preoccupato per la ripresa delle lezioni in presenza, dato che il 15% del personale ancora non è vaccinato. Non si possono rischiare nuovi focolai.  “Gli alunni, i docenti, le stesse famiglie sono stanchi dei continui ‘stop and go’ dello scorso anno”. L’Andis concorda la posizione espressa dal Comitato Tecnico Scientifico, cui “tutto il personale scolastico debba essere vaccinato”.
Il tema dell’obbligo è per ora controverso e solo in Governo deciderà se sia necessario oppure no.

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