L'ipotesi spaventa molti, prima grande prova con glie esami di maturità

Scuola: ipotesi avvio nuovo anno online, ma il Digital Divide penalizza l’Italia

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Mentre si attendono novità concrete sul da farsi per gli imminenti esami di terza media e di maturità, il Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina comincia a pensare all’avvio del prossimo anno scolastico, nonostante il nodo dato dal Digital Divide italiano.

Il Governo, a quanto pare, non escluderebbe un ritorno a scuola “da remoto” con lezioni da casa. L’ipotesi è principalmente legata all’impossibilità di prevedere con largo anticipo l’evoluzione della pandemia scatenata dal nuovo coronavirus COVID19.

Anche nel caso in cui dovessero diminuire o azzerarsi i contagi, il Ministro vuole andarci con i piedi di piombo per garantire la salute dei ragazzi e di tutto il personale scolastico.

La presenza di moltissime “classi pollaio”, infatti, potrebbe non garantire la distanza minima di sicurezza tra gli alunni. Un problema grave, che da troppo tempo affligge la scuola italiana anche al di fuori dell’attuale crisi sanitaria.

Nel qual caso si dovesse optare per un’avvio dell’anno scolastico 2020/21 in versione digitale, il Governo dovrà però riuscire anche a garantire un potenziamento considerevole della didattica a distanza.

Il passaggio forzato al digitale di questo ultimo periodo ha infatti portato alla luce moltissimi problemi tra il corpo docenti e tra le famiglie degli studenti. La presenza di moltissime “zone bianche” (aree geografiche prive di connessione), le difficoltà di connessione ai registri elettronici (date, principalmente da software e da server non adatti a gestire una grande mole di connessioni contemporanee), la scarsa preparazione informatico-digitale di molti docenti e l’impossibilità da parte delle famiglie meno abbienti di acquistare attrezzature informatiche, hanno scoperto molte delle debolezze con le quali il Governo dovrebbe confrontarsi nell’immediato.

Il problema del Digital Divide, che affligge l’Italia da sempre, non è mai stato così tangibile.

Come riporta l’Ansa, i problemi maggiori sono concentrati nel Sud Italia, dove la percentuale di famiglie senza computer è pari al 41% ed è molto limitata la disponibilità di apparecchi simili (tablet in primis). Inoltre, ben il 26,6% delle famiglie del Mezzogiorno ha a disposizione un numero di PC e tablet per meno della metà dei componenti.

Su scala italiana, invece, i maggiori problemi sono concentrati nei comuni con meno di 2000 abitanti (sono 20 su 60 nella Tuscia). In questi piccoli paesi la percentuale di famiglie senza un computer è pari al 39,9%.

Una grande prova di resistenza dell’apparato si avrà sicuramente in sede di esami. Il ministro Azzolina ha infatti ribadito (ma si attende il decreto ufficiale) che “anche se non si riuscisse a tornare a scuola per il 18 maggio”, la prova di maturità si terrà lo stesso, ma in maniera “digitale”.

La tesi più avallata è quella di una sola prova orale e online: un “maxi colloquio” che potrebbe valere fino a 60 punti.

Per le medie, invece, avanza l’ipotesi di annullare completamente gli esami, soppiantati da un voto finale per ogni studente che i professori dovrebbero formulare attraverso appositi scrutini online.

Grandi dubbi anche sul fronte del precariato. I tre concorsi attesi, come quello ideato per l’assunzione di 24mila docenti da portare in cattedra a settembre, sono stati bloccati dall’emergenza sanitaria. L’idea del Miur è ancora quella di tenerli entro giugno, ma i precari e i sindacati non sembrano molto convinti di questa eventualità.

Nella bozza del decreto, inoltre, si parla anche di un congelamento, per i supplenti, delle graduatorie di istituto per quanto riguarda l’attuale triennio (2017/2020) e per tutto il nuovo anno scolastico 2020/21. Un blocco paralizzerebbe migliaia di docenti in attesa aggiornare il loro punteggio.

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