Scuote la magistratura viterbese l’inchiesta per corruzione su Palamara

Un anno fa, a Viterbo, l'ex-presidente ANM fu protagonista del convegno Unicost con un intervento sulla "professionalità del magistrato"

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Corruzione: indagato il magistrato Luca Palamara, già consigliere del Csm ed ex- presidente dell’Associazione nazionale magistrati.

Sul pm, leader di Unicost (la corrente centrista dei magistrati), sono arrivate segnalazioni da Roma e Messina ed è stata aperta un’inchiesta dalla Procura di Perugia.

Come si apprende, “i pm indagano su una serie di circostanze che documentano una disinvolta amicizia tra Palamara e Fabrizio Centofanti, ex-capo delle relazioni istituzionali di Francesco Bellavista Caltagirone, lobbista arrestato nel febbraio 2018 per frode fiscale, vicino agli ambienti del Pd e in affari con Piero Amara, avvocato travolto dall’inchiesta della Procura di Roma per il suo ruolo nelle sentenze ‘aggiustate’ della magistratura amministrativa.”

Una notizia che irrompe come un fulmine a ciel sereno negli ambienti giudiziari e che ha scosso e stupito, in maniera particolare, la magistratura viterbese.

Lo scorso anno, infatti (proprio in questi giorni), a Viterbo si svolgeva il convegno nazionale di Unicost, di cui Palamara è uno degli esponenti più importanti e rappresentativi.

La Città dei papi, in quell’occasione, diventò per tre giorni la capitale della legalità, ospitando nomi di primissimo piano della magistratura italiana: dal vicepresidente del Csm Giovanni Legnini al primo presidente della Cassazione Giovanni Mammone. Dal procuratore generale della Suprema Corte Riccardo Fuzio al sostituto procuratore generale della Cassazione Luisa De Renzis, anche vicedirettrice della scuola superiore della magistratura, passando per il presidente dell’Anm Francesco Minisci e per Luciano Panzani, presidente della corte d’appello di Roma.

Proprio in occasione di quel solenne congresso, davanti al “gotha” delle toghe italiane, Palamara tenne un appassionato intervento su “La professionalità del Magistrato”, un tema – e un titolo – che oggi, alla luce delle indagini in corso, ha un sapore quanto meno paradossale. 

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