“Se c’è scritto su internet è vero”, occhio alle fake news della rete

Lo spunto nasce dalla segnalazione di un attento lettore

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sagginiLe continue piogge di questi giorni hanno creato danni a non finire dappertutto. Le zone della nostra provincia che hanno subito più danni, sono state quelle del litorale. I giornalisti hanno scritto tanto, perché il pubblico dei lettori voleva sapere, voleva conoscere le condizioni e i danni che avevano subito le nostre zone.

 

Oggi viviamo un’epoca in cui la notizia non finisce mai. Non è più come un tempo, quando c’erano solo i giornali cartacei, che stampato il foglio durante la notte, si andava a dormire, e si riprendeva a lavorare verso mezzogiorno del giorno successivo. No. Non è più così.

 

Oggi il giornale che dà più notizie è quello sul web, che per antonomasia, non si deve mai fermare. Ma oltre ai giornali che hanno avuto questo cambiamento epocale, anche i lettori, tramite i social, sono diventati più attenti e più esigenti. Un tempo il lettore dedicava un’oretta del suo tempo alla lettura delle notizie del mattino, sfogliando il quotidiano e poi, attendeva i telegiornali per avere qualche aggiornamento.

 

Oggi, specialmente con gli smartphone, e i social, l’aggiornamento non conosce tregua, e le notizie e gli aggiornamenti sono continui senza nessuna sosta. In questo contesto, molte persone si improvvisano giornalisti e scrivono di tutto e di più, corredando i loro “articoli” anche di foto prese dal web. Ora può capitare che pur di farsi leggere, alcuni mettano foto vecchie, con situazioni veramente allarmanti, e chi legge e non si documenta prenda tutto per buono.

 

Domenico Meschini, uno dei lettori più attenti, ha visto una foto di Montalto Marina vecchia del 2012, contenuta in un articolo di 7 anni fa, e piuttosto contrariato ha messo un post su Viterbo Civica per lamentare il fatto. Il lettore scrive: “Vorrei esprimere attraverso questo gruppo, sdegno e rabbia per la pericolosa superficialità, con la quale alcune persone (e non sono poche),che, attraverso il proprio profilo stanno pubblicando il post (in foto), datato 2012, in un momento meteorologicamente così delicato, non spendendo nemmeno due parole per avvertire “l’utente” ignaro, che l’immagine e l’articolo risalgono (fortunatamente), a ben sette anni fa. Mi spiace ma non si scherza sulla pelle delle persone”.

 

Queste parole suonano come bacchettate verso tutti quei “giornalisti” dei social che scrivono senza sapere e senza documentarsi. Morale della favola: meglio tacere che dire spropositi.

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