Se non andrà male, andrà tutto bene!

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La lunga coda di macchine che si è venuta a creare fuori dal Mc Donald's di Valle Faul

Questo covid-19 ha davvero avuto diverse fasi, non siamo certo alla 2°. La 1° ha visto mobilitare tutti gli italiani, chi sui balconi, chi in finestra, i più coraggiosi perfino sui tetti. Tutti uniti in ciò che ci rappresenta “pizza, fichi e mandolino”, per cui tutti a cantare: l’Inno d’Italia, bella ciao, rose rosse, andiamo a comandare, fino al chuchuua. Noi viterbesi, abbiamo cantato anche l’inno dei facchini di Santa Rosa.

Fase 2° tutti a farsi selfie con mascherine (perché giustamente in casa da soli, non si sa mai, ci venisse a bussare alla porta il virus, siamo preparati). Selfie in ogni luogo della casa, come se fosse un escursione cittadina… case in odine come mai viste. Tutti a sfoggiare dai cartelloni a lenzuola a 10 piazze, la scritta “andrà tutto bene”.

Fase 3° appuntamenti su Facebook, Instagram,Twitter, Linkedin, Tiktok, dal te all’aperitivo on line. Tutti amici, fratelli, sorelle. Fino al giorno prima, neanche sapevano di essere connessi, si sono ritrovati praticamente, alla fine del covid, quasi sposati, alcuni.

Fase 4° fase Cracco, eh sì, tutti cuochi. In effetti i forni non sono andati in crisi per la clausura, ma perché ormai tutti gli italiani hanno imparato a cucinare l’alimento base, il pane. Mia nonna sapeva cucinare 5 cose, tra queste il pane, al che vi dice tutto. Ma oltre al pane, pizza, dolci e chi più ne ha e più ne metta. Super torte, alla faccia di Renato, con scritto “andrà tutto bene”.

Fase 5° l’uscita con un minore (era ovvio dal decreto che per minore s’intendesse solo in carrozzina).  Io sinceramente, non c’ero arrivata, per cui avendo diritto mi sono concessa l’ora d’aria con il cane e poi una alla volta con le due figlie.

Fase 6° shopping online convulsivo… e qui dovevamo un po’ iniziare a preoccuparci. Io ho arredato il giardino, la sala, macchinari slim anti pane, pizza e dolci, pasticche dimagranti, pasticche sgonfianti. Ma c’è chi si è comprata dalle unghie finte, alle tinte e così via.

Fase 7° la fase dello “scoglionamento” verso il governo. Tutti a fare l’appello su Facebook di chi avesse ricevuto o meno i 600 euro. Non so gli altri, a me sono arrivati 350 dell’Eni. In questa fase, iniziano i primi bisticci e prime divisione nel condominio virtuale.

Fase 8° la fase del cosiddetto congiunto, pure chi aveva una vita da eremita si è inventato un caro congiunto. Ora, nella fase, il dopo del 4 maggio, ci si aspettava pace, serenità…finalmente si esce. Invece no, a Viterbo si è fatto subito polemica, decisamente sterile. Diverse testate online iniziano con il tormentone “stanno facendo il giro del web le immagini scattate a Valle Faul non è appena terminato il lockdown che il Mc Donald’s è preso d’assalto”.

Tutti contro tutti. Vorrei precisare che il 4 maggio i ristoranti erano chiusi, si poteva vendere solo cibo d’asporto. Alcuni giornalisti o viterbesi hanno gridato allo scandalo. Vi riporto uno dei tanti commenti: “mah come? Dovevamo comprare solo cibo italiano, negozi italiani, prodotti italiani e come ci hanno permesso di uscire abbiamo calpestato la bandiera italiana, i viterbesi i soliti traditori. Ma chissà dove andremo, con queste teste ecc”.

Vorrei precisare che il Mc Donald’s ha sempre lavorato anche con il cibo d’ asporto, faccio presente il drive. Ma poi non capisco, cosa ed a chi, avrebbe tolto qualcosa. Chi andava prima al Mc, in pizzeria, dal Kebabbaro, al Porca Vacca, alla trattoria, al ristorante a 5 stelle, credo possa essere libero di farlo anche ora. Ognuno credo sia libero di scegliere in base ai propri gusti e fare i conti con le proprie tasche.

Anzi, io mi auguro dopo questa pandemia economica, ci sia ancora qualche spiccio per toglierci il capriccio di una cena tra amici o in famiglia fuori casa. Preoccupatevi di questo. Vorrei precisare essendo madre, che le mie figlie, adorano il Mc e dopo 2 mesi agli arresti domiciliari se mi chiedessero di prendere un panino non glielo vieterei.

Noi abbiamo mangiato per due mesi di tutto…come se non ci fosse un domani e i ragazzi non possono scegliere? dopo che hanno pagato uno scotto, una situazione, causata da noi “adulti” il cibo che più gli aggrada? Se poi il problema è nel nome americano, faccio presente, che molti fanno acquisti e spesa nei vari discount; ognuno ha un telefono di marca non italiana, poche sono le auto Fiat che vedo in giro… quanto provincialismo e superficialità in quei commenti.

Comunque, per fare chiarezza: il cibo è italiano (tipo il panino con carne piemontese), il proprietario è un italiano, idem i ragazzi che ci lavorano. Faccio ulteriormente presente che pagano le tasse allo Stato italiano. Voglio vedere se all’apertura dei negozi cinesi vi recherete a comprare italiano e uscirete con il mantra “compra italiano e negozio italiano”. Vi ricordo che in meno di 10 anni, dovrete chiedere il permesso a loro, perfino per entrare nella vostra casa.

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