La celebre azienda produttrice di preservativi invita a masturbarsi anziché fare sesso. Un consiglio di cui potevamo fare tranquillamente a meno

Se ora anche la Durex ci chiede di non fare sesso per evitare il Covid

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foto de La Voce della Nazione

Da metà febbraio assistiamo ad un continuo bombardamento mediatico sul Covid, ognuno cerca di invitarci alla responsabilità con tutte le armi possibili: giornali, politici e influencer sembrano partecipare, sotto questo punto di vista, ad una vera e propria gara a chi elargisce più raccomandazioni su come evitare il contagio da Covid.

Gli ultimi ad entrare in gioco sono i signori della Durex, celebre azienda produttrice di preservativi. In quest’epoca in cui il sesso è sdoganato da un bel pezzo non abbiamo bisogno neanche di nasconderci dato che tutti noi, almeno una volta nella vita, abbiamo acquistato un pacco di profilattici. “Non avremmo mai pensato di chiedervelo – si legge in

Il post della Durex su Facebook

una foto pubblicata dalla Durex su cui svetta la parola “toccatevi” scritta a caratteri cubitali – ma se le restrizioni non vi permettono di incontrare nuovi partner o partner stabili ma non conviventi non si può fare altrimenti per ora. Quindi, divertitevi da sol* perchè non fa altro che ebene. Certo, non è la stessa cosa ma se è la migliore soluzione possibile allora provate un po’ di piacere da sol* (e con un po’ di lubrificante ancora meglio…). E se non lo avete mai fatto, beh… è un buon momento per iniziare“.

Premessa: anche il sottoscritto ammette che, a prima lettura, si è fatto una grassa risata ma, riflettendo, si è accorto che c’è ben poco da ridere leggendo queste frasi. La pandemia ci ha bruciato i cervelli, ce li ha letteralmente fritti. Se arriviamo al punto che un’azienda di preservativi ci raccomanda di non fare sesso vuol dire che – forse – stiamo assistendo ad una vera e propria isteria collettiva simile a quella del miagolio delle suore francesi del 19esimo secolo.

L’impressione è che ormai in questi mesi, già difficilissimi per via della crisi e della pandemia, le nostre sfere personali, le nostre “comfort zones”, siano soggette a delle vere e proprie irruzioni ad opera di media e politici. Ma a tutto c’è, o meglio, dovrebbe esserci un limite.

Il sesso occasionale nella nostra società è una cosa normalissima (figuriamoci quello tra partner stabili), ed erigerlo a potenziale fonte di contagio è davvero eccessivo. Così si rischia di generare e creare inutile allarmismo di cui, francamente, non credo nessuno di noi abbia bisogno. A maggior ragione se si cita tra le potenziali fonti di contagio il sesso tra partner stabili ma non conviventi, ovvero un ragazzo ed una ragazza che magari sono fidanzati da mesi o addirittura anni ma che non hanno ancora deciso di vivere insieme.

Ormai è chiaro: non è bastato a questi signori chiuderci sottochiave nelle nostre abitazioni, ora vogliono anche dirci cosa dovremmo o non dovremmo fare nella nostra vita privata ed anche a letto, unico momento di intimità che probabilmente ci era rimasto in cui non dovevamo fare i conti con l’assalto dei catastrofisti del virus.

Che il Corona non sia una barzelletta pensiamo che lo abbiano capito anche i muri, ma ficcarlo ovunque, anche nei rapporti sessuali, appare decisamente una forzatura. Stiamo facendo i conti con una serie di limitazioni delle nostre libertà mai vista prima, forse solo ai tempi del Fascismo le libertà personali erano così soggette a restrizioni o limitazioni. Non bastava farci entrare nell’ottica che, statisticamente, ognuno dei nostri contatti potrebbe contagiarci, ora dovremmo pensare anche che gli untori potrebbero nascondersi anche tra i nostri partner sessuali.

La follia ormai imperversa, pensate alle parole della sessuologa Roberta Rossi: “Sì al sesso ma con la mascherina“, e niente… viene già da ridere così ma fermatevi ancora e leggete cosa ci consiglia la Rossi per quanto riguarda il corteggiamento: “Se proprio non se ne può fare a meno, meglio ripiegare su un corteggiamento distanziato per scongiurare ogni possibile contatto fisico, insomma una sorta di sesso virtuale e quindi a distanza”.

C’è da dire che la Durex e la Rossi hanno anche un punto di vista comune, ovvero la masturbazione. La sessuologa infatti raccomanda di “privilegiare gli accarezzamenti, la stimolazione reciproca e il tutto, purtroppo, è necessario farlo con la mascherina”.

Ma tutte le femministe che fino a pochi mesi fa ci facevano i predicozzi con frasi tipo “il corpo è mio e decido io” ed altri slogan che alludevano neanche troppo velatamente alla poligamia che fine hanno fatto? Anche loro avranno sacrificato gli ideali in nome del virus?

Beh, nell’epoca in cui tutto è proibito, anche quelle che fino a marzo erano normalissime azioni quotidiane, non dovremmo stupirci se il Governo deciderà (ovviamente tramite Dpcm) di proibirci anche il sesso.

 

 

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