Sea Watch e colletta per Carola “la capitana”. Anche a Viterbo c’è chi si infuria

Abbiamo deciso di proporvi le non tenere valutazioni di una blogger viterbese e nostra collaboratrice, Loredana Vaccarotti, sul tema caldo della Sea Watch

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Abbiamo deciso di proporvi le non tenere valutazioni di una blogger viterbese e nostra collaboratrice, Loredana Vaccarotti, sul tema caldo della Sea Watch e delle donazioni che si vanno elargendo in tutta Italia alla discussa Carola, capitano tedesco della nave degli immigrati. Condividiamo la sostanza della polemica scatenata da Loredana, anche se non condividiamo certi toni che ha usato. Cediamo a voi il giudizio. Sicuri che vi dividerete in due opposte “fazioni”.

Giovanni Masotti

“Avete perso un’occasione, vergogna”

“Le donazioni per Carola hanno superato un milione di euro. Avete perso l’occasione per donarli agli orfanotrofi, agli anziani, ai senza tetto, agli asili, ai terremotati, a un ipotetico vicino di casa. Invece avete deciso di darli ad una fuorilegge e per me anche assassina…ha speronato volontariamente la nave delle nostre forze, le nostre…che stavano li per lavoro, ma lei la brava, RICCA, ragazza tedesca che doveva portare il barcone in Olanda, dopo giorni di girovagare tra i vari porti al terzo no, poiché non bandiera italiana, decide di speronare la nave della nostra guardie…sapendo che potevano tutti morire. VERGOGNA. Ora dopo questa bella azione, immagino che andrete anche in chiesa a pregare, perché vi sentite migliori”.

Loredana Vaccarotti

1 commento

  1. Forse è da dire basta anche nell’utilizzare toni pacati perché forse, e dico forse, si è un pochino stanchi di queste manifestazioni pagliacciose, nemmeno circensi, di taluni individui che dovrebbero tutelare i nostri confini, la nostra cultura e le nostre leggi (chissà perché le ho lasciate per ultimo?).
    Svolgere azioni umanitarie è coscienza di ogni essere umano, nonché di ogni nazione, ma questa non è più tale dal momento che vi è una ricorrenza temporale: emergenza è indicazione di un evento eccezionale e irripetibile recante estremo pericolo anche di vita.
    Forse, e dico forse, è ora di dire basta a fornire alibi a menti desertiche utilizzando fraseggi pacati: quando si educa, si ha la necessità di fare anche la voce grossa per richiamare all’ordine.

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