Segnaletica aree d’emergenza in caso di calamità, Scardozzi: “In fase di ultimazione”

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In fase di ultimazione il posizionamento di segnaletica stradale verticale indicante le aree di emergenza in caso di calamità. A tornare sull’argomento e ad aggiornare i cittadini è il consigliere comunale delegato ai rapporti con le associazioni di Protezione civile Antonio Scardozzi, che nei giorni scorsi aveva già dato comunicazione dell’avvio di tale operazione.
“Le aree di emergenza – spiega il delegato Scardozzi – sono suddivise in aree di attesa e aree di ammassamento dove far confluire la popolazione in caso di evento calamitoso o altro tipo di emergenza che determini l’evacuazione della città. In qualità di consigliere delegato ai rapporti con le associazioni di protezione civile, in attuazione al piano di emergenza comunale, approvato dal consiglio comunale e consultabile nell’apposita sezione dedicata alla Protezione civile del sito istituzionale www.comune.viterbo.it (https://www.comune.viterbo.it/protezione-civile/ ), ho ritenuto doveroso darne informazione alla cittadinanza. Lo avevo già fatto un paio di settimane fa, ma ho ritenuto opportuno richiamare ulteriormente l’attenzione su questa importante operazione, vista anche la curiosità e l’interesse di molti cittadini nel vedere la nuova segnaletica collocata in alcuni punti del territorio. Gli interventi per il posizionamento della segnaletica sono iniziati un paio di settimane fa – aggiunge il consigliere delegato Scardozzi -: siamo partiti da Grotte Santo Stefano e da Sant’Angelo di Roccalvecce, per poi proseguire nelle altre frazioni e spostarci infine in città. Le attività sono ancora in corso e termineranno entro la prossima settimana. Speriamo tutti non debbano mai servire queste indicazioni. Qualora si dovesse verificare un evento calamitoso è fondamentale che tutti i cittadini abbiano dei punti di riferimento e conoscano le giuste informazioni sugli scenari di rischio e sulle situazioni di pericolo determinate dai rischi naturali o derivanti dall’attività dell’uomo, sia per una migliore gestione di una situazione di crisi connessa all’alterazione violenta di un territorio, e, ancor di più, per una più rapida assistenza alla popolazione”.

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