Esclusiva!

“Semplicemente… uno stile di vita!” La parola ad Antonella Sordelli, responsabile della Misericordia di Viterbo

Abbiamo incontrato, con molto piacere, Antonella Sordelli, volontaria e Governatrice della Misericordia di Viterbo

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In primo piano Antonella Sordelli, volontaria, responsabile e Governatrice della Misericordia di Viterbo

“E’ uno stile di vita…il racconto magico di questa divisa!” Così comincia una nota canzone rapper di Alocin, uno dei tanti mila volontari della Misericordia in Italia. Un mondo umile, fatto di sacrifici per aiutare il prossimo. Non è semplice oggi giorno trovare gente di cuore disposta a salire in ambulanza e a fare qualche trasporto tra ospedale e clinica o semplicemente imboccare una vecchietta che non è più auto – sufficiente. Abbiamo incontrato, con molto piacere, Antonella Sordelli, volontaria e Governatrice della Misericordia di Viterbo.

Governatrice buongiorno! La ringraziamo della sua disponibilità. Vorremmo saperne di più sulla Misericordia di Viterbo. Possiamo porle qualche domanda?

“Buongiorno a voi! Per favore, e lo dico sempre a chiunque, non chiamatemi Governatrice! In primis io sono una volontaria come tutti, il ruolo di rappresentanza oggi c’è domani chissà. Sono Antonella una donna, mamma e ora anche nonna che ama dedicare il proprio tempo libero volontariamente”.

Grazie per la precisazione. Anzi fa caso oggi giorno parlare con una persona umile come lei… sa non è da tutti! A proposito, visto che ha anticipato il discorso…cosa significa essere volontario di Misericordia?

“La domanda è perchè non esserlo o perchè non lo fai. Sta di fatto che lo sottolinea il significato della parola stessa: Volontà! Nessuno è costretto a dedicare il proprio tempo nel fare questa attività. E’ una scelta libera e non forzata e tanto meno obbligatoria.”

Come è nata questa passione? Aveva già deciso di scegliere la Misericordia oppure è stata una scelta casuale?

“Rispondo al secondo interrogativo per poi passare al primo. Una scelta causale, qualsiasi associazione fosse io avrei approfittato di una mia promessa personale che dopo aver lavorato molti anni avrei donato il mio tempo al volontariato. Una passione che avevo da tanto tempo e non nascondo che la mia scelta ha trasportato anche la mia famiglia, come succede a tante famiglie quando si vede l’entusiasmo negli occhi di una persona”.

Passiamo invece al suo ruolo, ci perdoni, di responsabile della Misericordia di Viterbo. Cosa significa portare avanti un’associazione con obblighi e doveri civili?

“Innanzitutto sono i volontari che portano avanti con il loro contributo umano la struttura. Senza di loro non ci sarebbero trasporto o episodi di soccorso. Certo per me la fatica è il doppio del normale, il dover rispondere a tutti e nello stesso tempo tutelare l’ambiente da qualsiasi rischio o pericolo, sopratutto legale e penale. Non è semplice portare avanti una azienda sopratutto in settore vasto e aggiungerei anche duro come la sanità.”

Un’ultima domanda e giuriamo che la lasciamo libera. Cosa è per lei la Misericordia?

“Un qualcosa di storico. Un’associazione con 700 anni di vita. Un vero onore far parte di un pezzo di storia e tradizione che si respira in tutta la Nazione da generazioni.

 

 

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