Ragazzo di Montefiascone alla sbarra anche per minacce

Sequestra due minorenni per non farli testimoniare

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Montefiascone, in una foto della pagina ufficiale del Comune su Facebook

Sul banco degli imputati un ventenne di Montefiascone, che per impedire che le presunte vittime testimoniassero contro di lui, le sequestrò. Per questo fu arrestato a marzo (domiciliari) e è finito a processo davanti al collegio del tribunale di Viterbo. In una udienza precedente ha testimoniato la presunta vittima, che a gennaio scorso, secondo l’accusa, fu sequestrato affinché ritrattasse le accuse.

Una storia di detenzione di armi improprie, di violenza e minaccia, di droga. I fatti risalgono al gennaio 2019, tra Montefiascone e Viterbo. L’imputato è difeso dall’avvocato Giuseppe Picchiarelli, e era presente in aula. Ieri mattina hanno testimoniato dei parenti di uno dei giovani sequestrati, originario dello Sri Lanka. Un minorenne residente a Montefiascone che lo scorso gennaio fu trovato dai carabinieri con della droga in tasca. Interrogato dai militari, il giovane fece il nome dell’imputato.

Da allora, il 20enne alla sbarra iniziò – secondo il pm che cura le indagini – a perseguitarlo affinché ritrattasse. Arrivò perfino a prelevarlo fuori da scuola e a sequestrarlo in un bar alla fermata dei pullman al Riello, a Viterbo.

Non è di questo avviso il difensore del giovane montefiasconese: “Le testimonianze sono state confuse – ha commentato l’avvocato Picchiarelli -. Il mio assistito non ha fatto nulla e sarà dimostrato”.

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