Sesto giorno di guerra: continua l’offensiva russa

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Le forze russe intensificano l’offensiva sulle città ucraine, da Kiev a Kharkiv, da Mariupol a Kherson, a Zhytomir.
Si contano almeno 136 civili uccisi finora dall’invasione russa in Ucraina iniziata giovedì scorso. Il numero delle vittime civili aumenta, così come quello degli ucraini che cercano disperatamente scampo in Europa. Secondo il ministero della Difesa ucraino, è stato sventato un attentato contro il presidente Volodymyr Zelensky.

Un convoglio russo di blindati lungo 60 km sembra sia in marcia verso Kiev.

Missili e bombe hanno colpito il centro di Kharkiv. È stata devastata la piazza della Libertà.

Davanti ai membri del Congresso americano, il presidente Joe Biden ha detto che Putin “pagherà un prezzo alto” e che le “democrazie saranno unite contro le autocrazie”, elogiando le sanzioni inflitte alla Russia.

Suonano ancora le sirene a Kiev, dove sono state udite varie esplosioni, secondo quanto riporta il sito del Kyiv Independent. 

In Italia intanto il presidente del consiglio Mario Draghi ribadisce la piena solidarietà del Paese all’ Ucraina, attacca ‘il disegno” di Putin e il ricatto nucleare.
Di certo c’è che l’Italia non intende voltarsi dall’altra parte.

Secondo il premier, è necessario procedere spediti nel cammino della Difesa comune europea, complementare alla Nato.

Il governo è impegnato a cercare di mitigare l’impatto di eventuali problemi alle forniture energetiche. Al momento non ci sono segnali di un’interruzione del gas. L’Italia importa circa il 95% del gas che consuma e oltre il 40% proviene dalla Russia. Anche una completa interruzione non dovrebbe pertanto dare problemi. Ci sono ancora 2,5 miliardi di metri cubi di gas negli stoccaggi.

L’Ucraina è pronta a rafforzare la comunicazione con la Cina, in base a quanto affermato dal ministro degli Esteri Dmytro Kuleba a Wang Yi nel corso della loro telefonata. Kuleba ha introdotto la situazione del primo round dei negoziati ucraino-russi, affermando che “porre fine alla guerra è la massima priorità della parte ucraina” che è “aperta a negoziare una soluzione” con “positività e sincerità”.

Il secondo round di colloqui tra Ucraina e Russia per cercare di arrivare a una tregua, previsto per oggi, dovrebbe tenersi in Bielorussia, secondo quanto risulta da informazioni ottenute dalla Tass.

    Dopo il primo incontro, avvenuto lunedì scorso sul confine tra Ucraina e Bielorussia, questo dovrebbe aver luogo nell’area occidentale di Bialowieza Forest del Paese, sebbene non ci sia ancora certezza sull’evento.

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