Prime prenotazioni per le strutture associate a 'StayinTuscia' già per fine giugno

Settore extralberghiero, si registrano timidi segnali di ripresa

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Un Ponte, questo del 2 giugno, che in tempi pre-Covid avrebbe potuto essere rilevante in termini di flussi turistici per Viterbo.

Inoltre la giornata odierna anticipa la vigilia della riapertura tra regioni che scatta domani.

Francesco Aliperti

Ma l’allentamento del lockdown sta facendo registrare ripercussioni positive per il nostro territorio?

Abbiamo girato la domanda a Francesco Aliperti, presidente di StayinTuscia, associazione che raggruppa oltre una trentina di strutture extralberghiere, tutte certificate, concentrate per lo più nel centro storico. Una realtà che si traduce complessivamente in circa 140 stanze e che arriva a ospitare fino a 300 persone.

“Veniamo da un periodo durissimo – sottolinea Aliperti – in cui avevamo solo disdette. Ora iniziano ad arrivare le prime prenotazioni per fine giugno, luglio e agosto. Anche in questo ponte del 2 giugno qualcuno dei nostri associati ha qualche camera occupata. E’ ovvio che c’è la necessità di lavorare di più e l’apertura dei confini regionali è fondamentale. Si cerca di vedere il lato positivo e, soprattutto, di capire i tempi entro i quali si potrebbe tornare a una situazione più ragionevole”.

 

Quali misure avete adottato per tutelare gli ospiti?

“Abbiamo rispettato tutte le indicazioni giunte dai vari enti. C’è stato un grande periodo di incertezza soprattutto perché sulle modalità e sulle aperture relative al settore extralberghiero c’era una forte confusione.  Comunque, dato che carta canta, facciamo riferimento ai provvedimenti emanati dal Ministero della Salute e dalla Regione Lazio. Sono stati eseguiti interventi per la sanificazione e anche quelli per la prevenzione da contaminazione di salmonella come previsto per locali rimasti chiusi per un lungo periodo”.

 

Sono previsti dei cambiamenti nell’offerta di servizi?

“Solo per quanto riguarda la colazione. Prima il servizio era a buffet ora molti si sono organizzati tramite convenzioni con i bar, altri con una persona che serve al tavolo”.

 

L’attuale situazione comporterà per i turisti un rialzo dei prezzi?

“No, abbiamo deciso di mantenere quelli pre-Covid. Con i nostri associati abbiamo ragionato su due possibilità: aumentare i costi, che però in un periodo in cui già c’è poco movimento, era oggettivamente poco sostenibile; l’altra evitare di cedere alla tentazione di prezzi stracciati nel tentativo di prendere quel poco che viene ma che avrebbe comportato un ribasso che sarebbe stato incompatibile con la qualità e le garanzie di sicurezza del servizio che vogliamo offrire sempre. Abbiamo quindi optato per rimanere in una situazione di equilibrio”.

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