Severità e rigore, si’! Ma essere disumani, mai. Mi si rivolta lo stomaco…

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Il direttore Giovanni Masotti

Rigore e severità, si’. Assolutamente si’! Ma disumanità e violenza gratuita, questo no! La mia educazione cattolica e liberale si ribella. E mi si rivolta lo stomaco… Ho letto con stupefatto orrore l’articolo di Simona Tenentini sulle lettere di alcuni detenuti extracomunitari – veri e propri laceranti gridi di dolore – scritte nel carcere viterbese di Mammagialla e fatte pervenire all’ esterno. Raccontano di brutalità fisiche e insulti verbali conditi di razzismo cieco e sciocco.

Io, tanto per capirsi, non sono mai stato tenero con chi viene nel nostro paese, vantando chissà quali persecuzioni subìte nella madrepatria, per poi prenderci bellamente per i fondelli e delinquere e pretendere di combinare quel che gli passa per la testa. Anzi… Apprezzo in linea di massima la “linea dura” del ministro Salvini, perché non se ne poteva proprio più! E so molto bene che se un tizio, italiano o africano che sia, è recluso nella famigerata desolazione di Mammagialla, significa che è tutto meno che un santerellino.

Ma c’è un limite oltre il quale non si può andare. Questo limite si chiama rispetto della dignità umana. Un confine che non va valicato. Non avrei mai voluto incappare in quelle missive che sembrano urli… Mai. Ne soffro e me ne vergogno… Qualcuno faccia qualcosa per fermare questo scempio!

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