Sex Offender, mercoledì 16 i risultati del Progetto Conscious contro gli abusi sessuali

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Mercoledì 16 dicembre (dalle ore 14 alle 16,30) si svolgerà in modalità telematica la conferenza conclusiva di Conscious, il progetto per introdurre in ambito carcerario ed extra carcerario un modello di trattamento per gli autori di abusi sessuali e violenza domestica, finalizzato alla riduzione della recidiva, che vede come capofila il Dipartimento di salute mentale e patologie da dipendenza della Asl di Frosinone, in partnership con il Garante dei detenuti della Regione Lazio. Iniziato a ottobre 2018, il progetto, attuato con il supporto della Commissione europea – Rights equality and citizenship programme, in partnership anche con il Centro nazionale studi e ricerche sul diritto della famiglia e dei minori e il Wwp (European network for the work with perpetrators of domestic violence), ha visto il coinvolgimento iniziale di 93 sex offender o colpevoli di maltrattamenti in famiglia detenuti presso le case circondariali di Frosinone e Cassino, e il trattamento di 25 di loro, mentre un servizio esterno attivato presso la Asl di Frosinone si è occupato del trattamento di dieci perpetrator ex detenuti o sottoposti a misure alternative.

Nel corso della conferenza conclusiva, dal titolo “La prevenzione della violenza di genere: un diritto esigibile?”, organizzata dal Wwp, saranno illustrati il modello di intervento, i risultati ottenuti sul campo e due studi svolti dall’università di Torino, uno sulla replicabilità del progetto in altri contesti in ambito europeo, l’altro in materia di impatto socio-economico e sulla convenienza di Conscious in luogo di altre modalità di contrasto a tali fenomeni da parte della società.

Parteciperanno alla conferenza l’assessore alla Salute della Regione Lazio, Alessio D’Amato, l’assessora alle Pari opportunità, Giovanna Pugliese, il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio, Stefano Anastasìa, la direttrice generale della Asl di Frosinone, Pierpaola D’Alessandro, il direttore di dipartimento di salute mentale della stessa Asl, Fernando Ferrauti, e la direttrice del carcere di Frosinone, Teresa Mascolo. A illustrare i risultati dei trattamenti realizzati presso le carceri di Cassino e Frosinone interverranno Antonella D’Ambrosi e Nicola De Rosa.

“Il valore del progetto Conscious – spiega Stefano Anastasìa, Garante dei diritti delle persone private della libertà personale della Regione del Lazio – sta nella acquisizione delle best practices in materia, nella costruzione di una rete di agenzie pubbliche e private impegnate nel trattamento dei sex offender e, infine, nell’assunzione di responsabilità di regia da parte di una delle più importanti tra di esse, il servizio sanitario pubblico di assistenza delle persone detenute negli istituti coinvolti, cui ordinariamente spetta l’onere della presa in carico dei destinatari dell’intervento nella complessità dei loro bisogni di sostegno e di cura. Il modello Conscious può essere trasferito ad altri contesti in ambito europeo e generare valore socioeconomico attraverso la sua diffusione. L’auspicio – conclude Anastasìa – è che al termine della sua applicazione sperimentale esso possa non solo proseguire a livello territoriale, come è impegno della Asl di Frosinone, ma diffondersi con il pieno sostegno delle istituzioni regionali, nazionali ed europee”.

Pier Paola D’Alessandro, direttrice generale della Asl di Frosinone, soggetto capofila della partnership e promotore del progetto Conscious, “la violenza maschile contro le donne costituisce un fenomeno grave e diffuso al di là dei confini nazionali, europei e internazionali e rappresenta una violazione dei diritti umani e un ostacolo al conseguimento dell’uguaglianza di genere”.

“La Asl di Frosinone – prosegue D’Alessandro – con il progetto Conscious vuole dare voce a tutte le vittime di violenza di genere e al loro diritto di essere tutelate. Nel nostro territorio lo spirito di squadra ha consentito, in complementarità con l’applicazione delle linee guida del codice rosa, di realizzare una complessa azione di prevenzione e tutela della salute pubblica. L’innovatività – conclude D’Alessandro – è costituita dalla capacità di un’azienda pubblica di promuovere cambiamenti culturali attraverso interventi che modificano la qualità delle relazioni interpersonali contro ogni tipo di discriminazione”.

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