Si moltiplicano gli infermieri positivi: anche per loro fila al drive-in per i tamponi

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Infermieri positivi: cresce, a ritmi vertiginosi, la percentuale degli operatori della Tuscia che, negli ultimi giorni, ha contratto il coronavirus.

Molte, troppe, la cause del rapido diffondersi del contagio.

A partire dall’inadeguatezza delle misure di contenimento applicate negli ospedali.

A Belcolle, ad esempio, nei reparti no-Covid vengono ancora utilizzate le mascherine chirurgiche, anzichè le ffp2, le uniche adatte a proteggere dal virus chi le indossa.

O ancora l’indisponibilità di doppi armadietti: secondo le prescrizioni, infatti, dovrebbero essere a disposizione degli infermieri un armadietto per lo sporco ed uno per il pulito, mentre nella pratica questo non si verifica.

Il colmo dell’assurdo è che, in caso di presunta positività, gli operatori, per effettuare il tampone molecolare devono mettersi in coda al drive-in come tutti gli altri.

Ore ed ore di fila per un test che, almeno per gli infermieri, sempre in prima fila nell’emergenza, potrebbe essere effettuato all’interno degli stessi ospedali, così da anticipare i tempi e la comunicazione di eventuale positività e da poter limitare i rischi di contagio.

Questa, in teoria, dovrebbe essere la prassi auspicabile ma, si sa, a Viterbo la realtà supera troppo spesso la fantasia ed il paradosso è all’ordine del giorno.

 

1 commento

  1. La solita “Organizzazione Filini”, fatta di proclami preliminari e realtá inconciliabili col buon senso…., una conduzione pressochè…inesistente, come a livello di Regione, continuamente sconfessata dal TAR: prima i vaccini antinfluenzali, ora i tamponi, autorizzati pure ai privati. Assessore D’Amato torni a fare il geometra, l’edilizia è la sua materia, almeno per quanto dovrebbe aver studiato!!!

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