Si rinnova il Patto d’amore con la Madonna della Quercia, invocando la fine della pandemia

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La Quercia (Vt)- Ieri, 13 settembre 2020, è stato rinnovato il Patto d’Amore per il 553esimo anno, presso la basilica Santa Maria della Quercia. Alle ore 17,30, è cominciata la solenne celebrazione alla presenza del sindaco di Viterbo Giovanni Maria Arena, del Comandante Provinciale dei Carabinieri colonnello Andrea Antonazzo, dell’assessore alla cultura Andrea de Carolis, di Andrea De Simone della Confartigianato, del Gonfalone della città con la rappresentanza della Polizia Locale, dei figuranti del corteo storico, i musici del Pilastro e i rappresentanti delle Confraternite.

Non c’è stata, in quest’anno di pandemia, la tradizionale processione, ma una cerimonia più intima, di raccoglimento e di preghiera, davanti all’immagine della Madonna della Quercia, invocando il Suo aiuto per liberarci da questa pandemia.

La città di Viterbo si inchina, ancora una volta, di fronte alla Madonna, chiedendo protezione e rinnovando il Patto d’Amore.

Nel 1467, una grave epidemia di peste stava infestando l’Europa ed era giunta anche in Italia. La popolazione viterbese, disperata, si rivolse alla Madonna della Quercia, affinché intercedesse.
Miracolosamente, Viterbo fu salvata.

Come chiamata da una voce misteriosa, una moltitudine di persone accorse intorno ad un albero di quercia sopra il quale era stata posta, nel lontano 1417, da un fabbro ferraio, Maestro Battista Iuzzante, un’ immagine della Madonna, dipinta sopra una tegola da Maestro Martello Monetto.

“Il 25 Agosto”, racconta Niccolò della Tuccia, uno dei priori viterbesi presente al fatto, “incontrammo tutto il popolo di Montefiascone, uomini, donne, fanciulli, grandi e piccoli ed i Priori fra i quali vi erano 57 disciplinati, vestiti di sacco e cittadini vecchi e fanciulli a cavallo e a piedi.”

“Domenica, 30 Agosto, lettori non vi meravigliate – scrive Niccolò- convennero circa 14 Paesi con tutti i loro Disciplinati (Confratemite) e fanciulli ignudi, frustatori, uomini e donne, tra i quali convenne la Comunità di Toscanella con più di 100 frustatori, gli Anziani con tutto il popolo, uomini e donne e fanciulli, e portarono un cero grande.”

Da quella data si rinnova ogni anno il Patto d’Amore tra la città di Viterbo e la Madonna della Quercia.

Ieri pomeriggio dunque la storia si è ripetuta: il Patto è stato rinnovato all’interno della basilica di Santa Maria della Quercia dal sindaco di Viterbo Giovanni Maria Arena.

Sono stati due i gesti più significativi in onore della Madonna della Quercia quest’ anno: il 27 marzo, in pieno lockdown, sono state consegnate le chiavi della nostra città, ancora appese sulla quercia che dal Quattrocento ospita la tegola miracolosa raffigurante la Madonna e il Patto d’Amore, tradizionalmente celebrato dopo Santa Rosa, nella seconda domenica di settembre.

-Rimbocchiamoci le maniche ed aiutiamoci, facendo quanto previsto in questa emergenza: non rispettiamo solo la legge ma facciamo un gesto di apertura e solidarietà verso gli altri, tutti gli altri, ciascuno per la propria parte – ha detto il Vescovo di Viterbo -Maria ci sarà vicino per porre le basi per un futuro diverso fondato su valori autentici.

Infine, mons. Lino Fumagalli e il Sindaco hanno acceso due lampade votive perenni, che illumineranno per sempre i due lati dell’altare, per ricordare il gesto, di carattere civile e religioso, di devozione verso la Madonna della Quercia.

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