Negli ultimi tempi la polarizzazione elettorale è diventata insostenibile. "Ciao ciao" alla cara vecchia logica

Siamo ancora elettori o siamo diventati “fans” dei politici?

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politica

Dal recente caso Fedez al boom di Matteo Salvini, quanto siamo ancora elettori razionali e consci di ciò che succede nella politica e quanto invece siamo fans pronti a difendere il nostro idolo a spada tratta?

Da sinistra a destra, la comunicazione dei politicanti odierni ci ha messo sempre di più uno contro l’altro. Incapaci di ascoltare, comprendere e ragionare sull’opinione dell’altro, ognuno di noi si erge sulla sua montagnetta convinto di avere la verità in tasca (che poi è quella propinata dal suo idolo). Non si è forse perso il rispetto verso l’avversario politico?

La quasi totalità dei rappresentanti politici odierni non si limita a smontare e criticare la dichiarazione o il pensiero dell’avversario politico di turno. Piuttosto si cerca di distruggere dapprima la persona e la sua capacità di pensiero e, solo in un secondo momento, la sua proposta politica. La battaglia ormai ha un altro terreno di gioco, i social. Si parla forse più su Facebook che in Parlamento, soprattutto negli ultimi tempi. Ecco, scorrendo il feed si può assistere a una serie di post presuntuosi, arroganti e spocchiosi, mirati alla distruzione dell’altro, senza alcuna remora.

E se la classe politica è lo specchio della popolazione, è altresì vero che la popolazione è succube della comunicazione che la classe politica usa. I social hanno aperto la comunicazione ad un bacino di utenza enormemente più grande di quello che potevano vantare i politici di 20/30 anni fà. Ciò ha permesso una più capillare distribuzione dei loro messaggi puramente “acchiappa like” che non puntano all’informazione ma alla disinformazione. È una tecnica di marketing proveniente da studi microeconomici. Se fidelizzi il tuo cliente (in questo caso elettore) esso sarà meno propenso a cambiare negozio (politico). Ecco, l’informazione non fidelizza, fidelizzano i trucchetti psicologici, le frasi ad effetto e i gesti eclatanti. L’informazione fà vincere il migliore, il più preparato. Ma si sa, di meritocrazia in Italia non vi è nemmeno l’ombra.

Winston Churchill già lo aveva anticipato con una delle sue frasi più iconiche: “Gli italiani perdono le partite di calcio come se fossero guerre e perdono le guerre come se fossero partite di calcio”. Attualizzata potrebbe essere: “Gli italiano parlano di calcio come fosse politica e parlano di politica come fosse calcio”.

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