Sicurezza laghi, l’Usb protesta: “Serve presidio fisso dei pompieri, invece tagliano i sommozzatori”

Per l’Unione sindacale di base ci sono sempre meno fondi: “Meno professionalità significa meno sicurezza”. Il proliferare del volontariato

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pompieri usb protesta
Proteste del sindacato dei vigili del fuoco

Sempre meno fondi per i vigili del fuoco e quindi per il soccorso. È la denuncia del coordinamento provinciale Usb vigili del fuoco di Viterbo. Che non ci va leggero: “La continua mancanza di fondi per i vigili del fuoco mette a rischio la vita dei cittadini e degli operatori”.

Per il comparto dei pompieri dell’Unione sindacale di base, “le promesse del ministero sono cadute nel vuoto ben prima della crisi di governo. Più uomini, più fondi, più sicurezza per i lavoratori: queste erano le promesse. A oggi nulla è stato fatto. Anzi, il soccorso professionista viene chiuso, incoraggiando il proliferare di associazioni di volontariato. A Viterbo, per esempio, il nucleo sommozzatori (punta di diamante del soccorso in acqua) viene smantellato e il soccorso nelle acque interne, che la legge 1570/41 demanda ai vigili del fuoco, diventa sempre più appalto del volontariato”. E ancora: “Il ‘non ci sono i soldi’ è il mantra ripetuto ai rappresentanti di Usb che pretendono diritti e dignità per i lavoratori del settore che continuano a operare con contratti precari, gli stipendi più bassi della categoria e senza assicurazione Inail”.

Dal sindacato commentano: “I momenti di crisi economica sono la scusa migliore per redistribuire la ricchezza verso l’alto; welfare, soccorso e diritti di base vengono demandati completamente alla buona volontà delle persone che, spesso, si muovono senza una formazione specifica e senza alcuna tutela”. Da qui, “il ‘non ci sono i soldi’ è solo una scusa per avallare scelte politiche già decise a priori. Uno Stato che toglie fondi e professionismo a un settore vitale come il soccorso, è all’altezza del popolo che rappresenta?”.

La conclusione: “Come Usb Vvf non ci fermiamo ai contentini. La sede di Tarquinia, diventata permanente dopo molte pressioni da parte del sindacato e dei lavoratori, deve avere il proprio personale fisso: non si possono togliere uomini alla sede di Viterbo. È necessario un presidio fisso di vigili del fuoco nei laghi della provincia e un aumento di organico sia nella sede di Civita Castellana che in quella centrale di Viterbo, in modo da garantire una seconda partenza”.

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