Sicurezza sul lavoro: ma come vengono utilizzati i fondi destinati alla prevenzione?

Leggendo le delibere della ASL di Viterbo degli ultimi 10 anni relative all'utilizzo dei suddetti fondi si nota come decine di migliaia di euro siano state utilizzate per la formazione del personale e degli esterni coprendo spese quali biglietti aerei, noleggio di autovetture ecc ecc

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Come vengono utilizzati dalle ASL di Viterbo i fondi provenienti dalle sanzioni effettuate nei luoghi di lavoro per violazioni delle norme di sicurezza? Il Decreto Legislativo 758 del 1994 prevede infatti che le somme introitate dalle aziende ASL a seguito delle sanzioni per le violazioni in materia di sicurezza sul lavoro di cui al Decreto Legislativo 81 del 2008 siano utilizzate per il potenziamento delle attività di prevenzione e vigilanza negli ambienti di lavoro.

Nel dettaglio, gli indirizzi regionali della regione Lazio per l’utilizzo delle risorse derivanti dall’applicazione del Decreto Legislativo 758 del 1994 di cui all’articolo 13, comma 6 del decreto legislativo 81 del 2008 stabiliscono che le risorse derivanti dall’applicazione del Decreto Legislativo 758 del 1994 devono essere destinate fondamentalmente al potenziamento e miglioramento delle normali e dovute attività istituzionali di prevenzione e vigilanza nei luoghi di lavoro dei servizi PRESAL delle ASL, in particolare nei settori a maggior rischio.

Leggendo le delibere della ASL di Viterbo degli ultimi 10 anni relative all’utilizzo dei suddetti fondi si nota come decine di migliaia di euro siano state utilizzate per la formazione del personale e degli esterni coprendo spese quali biglietti aerei, noleggio di autovetture, costi per il personale tecnico per revisione trasporto montaggio smontaggio attrezzature..ed altre un po’ curiose quali quelle per amministrativi dipendenti ASL aventi “familiarità con i materiali didattici, con modalità di conduzione del corso….conoscenza della lingua inglese”..in presenza comunque di un interprete.

Più recentemente migliaia di euro sono stati spesi nella formazione nelle scuole secondarie di secondo grado, in particolare negli istituti scolastici professionali e tecnici per realizzare gratuitamente la formazione richiesta dal modulo base per i lavoratori e dal modulo A per RSPP (tali corsi svolti al di fuori della scuola avrebbero un costo rilevante).
Ai servizi di prevenzione nei luoghi di lavoro competono sia la vigilanza sul rispetto della normativa in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro, sia l’assistenza (formazione e informazione), sia la promozione della salute, ma alla luce dei dati pubblicati negli ultimi giorni relativamente agli infortuni nella Tuscia non sarebbe stato più opportuno potenziare l’attività di vigilanza piuttosto che far risparmiare le imprese sulla formazione dei lavoratori e gli studenti che dopo il diploma volessero intraprendere la carriera di RSPP?

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