Sicurezza, Uil Polizia lancia l’allarme: “Siamo in pochi: così la gente si sente abbandonata”

Dopo l’escalation di delitti, si discute sul tema della sicurezza e sulla carenza di agenti

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“Siamo pochi poliziotti e abbiamo un’età avanzata: 49 anni di media sono troppi. Così è dura garantire la sicurezza come vorremmo”. Anche la Uil Polizia di Viterbo si allinea al grido d’allarme di altre due sigle sindacali: il segretario Marcello Faustini ribadisce quanto detto nei giorni scorsi da Mosap e Siulp.

Fabio Conestà del Movimento sindacale autonomo di polizia aveva parlato di reati che in provincia aumentano del 2,5%, mentre le forze di polizia impiegate calano di 20 agenti negli ultimi dieci anni. E, aveva aggiunto, i 12 rinforzi previsti dal piano di potenziamento sono una cifra insufficiente per far fronte alle reali necessità del territorio.

Dal canto suo, in una nota affissa sulla bacheca sindacale della questura, il Siulp del segretario generale Giuseppe Becattini (impegnato in queste ore nel direttivo nazionale) aveva aggiunto di un problema specifico alla volante di Viterbo: “Abbiamo incontrato il questore per segnalare la carenza di personale su alcuni temi della squadra volante. In alcuni turni sono rimasti in forza solo cinque colleghi; in questo modo non sarà possibile far uscire due volanti sul territorio garantendo i princìpi fondamentali (ferie eccetera). Questa organizzazione sindacale ritiene che tale numero di pattuglie sia il minimo indispensabile per garantire in primis la sicurezza dei colleghi e poi un efficiente controllo del territorio”.

Da qui, Faustini della Uil Polizia spiega: “Sono d’accordo con quanto detto dai colleghi. Basterebbe poco per garantire la presenza costante di due volanti in realtà come Viterbo. I cittadini non vedendo la nostra presenza hanno la percezione dell’abbandono”. Ci sono altri problemi, in altri comparti? “Purtroppo sì. Io sto alla stradale e siamo ridotti ai minimi termini. So che la squadra mobile ha dei problemi, così come la polizia ferroviaria: un po’ tutti gli uffici devono affrontare dei nodi. Speriamo che il nostro grido d’allarme riesca a smuovere qualcosa”.

E ancora: “Laddove non si riescano a coprire le turnazioni, si perde il controllo del territorio”, continua il sindacalista della Uil Polizia, che opera nel distaccamento di Monterosi: “Gli interventi che dobbiamo fare sono tantissimi. Oltre agli incidenti stradali dobbiamo stare dietro a segnalazioni di furti in appartamento, rapine e quant’altro. Ma siamo pochi e non ce la facciamo più”. Rimanendo sulla questura di Viterbo, Faustini dice senza mezzi termini: “Siamo messi malissimo. Il contribuente non si ritrova nulla: il servizio non c’è, e la sicurezza da un lato non viene percepita in quanto non si vedono poliziotti per le strade, dall’altro è carente in concreto perché se dobbiamo stare dietro a rapine o furti non siamo in strada a pattugliare”. Ciononostante, il sindacalista parla di “grande responsabilità dei colleghi” che molto spesso “vanno a lavorare anche con la febbre: c’è tantissimo senso di responsabilità da parte del personale, ma così è dura operare”.

Insomma, un quadro poco incoraggiante quello raccontato dai sindacati della polizia. Soprattutto alla luce delle parole del questore, che nella conferenza di sabato mattina ha detto che i dati provinciali sui reati in crescita non significano più delinquenti (meno sicurezza), ma al contrario più denunce e più interventi degli agenti (più sicurezza). Ma se i poliziotti sono sempre più vecchi e sempre di meno, il ragionamento del capo della questura perde forza. E la gente si sente meno sicura.

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