Sisma, Amatrice paralizzata dalla solita burocrazia italiana: su 6 miliardi erogati, solo 500 mln spesi

A tre anni dal sisma che il 24 agosto svegliò l'Italia colpendola al cuore, Amatrice e il resto della zona rossa giacciono ancora in situazioni terribili

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Amatrice il 24 Agosto 2016 la mattina del sisma

A tre anni dal sisma che il 24 agosto svegliò l’Italia colpendola al cuore, Amatrice e il resto della zona rossa giacciono ancora in situazioni terribili.

Più di 130 Comuni, per un totale di oltre mezzo milione di abitanti, sono ancora in attesa che la burocrazia sbrogli la matassa. Anche il commissario straordinario, Piero Farabollini, ammette il grande disagio provocato dal D.L. del 2016, bollandolo come “il primo ostacolo”.

Nel centro Italia del dopo terremoto è ancora tutto fermo. Inutili i sopralluoghi di sindacati, istituzioni e personaggi politici. I sindaci, in primis Alemanno e Fontanella (rispettivamente Norcia e Amatrice), chiedono la realizzazione di un testo unico per la gestione delle emergenze e, magari, di una legge speciale che districhi quel gomitolo improbabile di ordinanze (86) e che torni a dare il rispetto che meritano i cittadini.

Drammatico resta anche il bilancio dell’economia locale, con aziende e piccole imprese costrette ancora alla chiusura. Enorme anche la difficoltà dei piccoli artigiani – che hanno visto una diminuzione fino al 70% delle vendite dei loro prodotti – e delle imprese agricole. Contribuisce negativamente anche l’esodo forzato di chi è sopravvissuto, in fuga verso zone dove sopravvivere è ancora possibile.

Prova a dare una mano il turismo, in lenta ripresa ma costante, spronato anche da chi, quella parte del Bel Paese, non l’ha dimenticata.

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