Situazione Mammagialla, vertice alla Asl tra sanità ed istituzioni

Prima dell'ultimo omicidio, vertice alla Asl tra responsabili sanitari e vertici istituzionali. Il commento del Garante dei Detenuti, Anastasia.

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“Una tempistica che suona un pò come una beffa”.

Ha l’amaro in bocca il Garante dei Detenuti, Stefano Anastasia, quando commenta l’ultimo episodio di violenza che si è verificato venerdì scorso a Viterbo, quando il viterbese Giovanni Delfino è stato ucciso dal suo compagno di cella, il trentaquattrenne Sing Khajan, che l’ha colpito con uno sgabello al termine di una banale discussione.

“Proprio in mattinata – continua Anastasia – prima del tragico fatto, si è svolta, presso gli uffici della Asl, una riunione operativa con il direttore generale Asl Daniela Donetti,  il responsabile Asl per il carcere Giulio Starnini, il dirigente sanitario dell’amministrazione penitenziaria Roberto Monarca e il direttore del carcere Pierpaolo D’Andria.

L’obiettivo era quello di fare il punto sull’assistenza sanitaria in carcere, un punto nevralgico per quanto riguarda la casa circondariale di Viterbo.

Nel corso del dibattito, è stato garantito l’impiego di un maggior numero di risorse per quanto riguarda la cura dei detenuti malati ma anche la necessità di un’ulteriore attenzione per ciò che concerne l’assistenza psichiatrica dei carcerati con problemi mentali.

La paradossale coincidenza ha voluto che l’assassino, di origini indiane, avesse già dei precedenti specifici per tentato omicidio e fosse stato trasferito da Civitavecchia proprio per tale reato.

Ora starà alle autorità competenti valutare o meno l’opportunità di un suo inserimento nella cella con un’altra persona, che poi è risultato fatale. A questo proposito il direttore del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, Francesco Basentini, ha chiesto il tempestivo invio delle relazioni di servizio per poter far luce sui fatti al più presto“ricostruire l’esatta dinamica e valutare eventuali profili di responsabilità da parte del personale”.

Il tragico omicidio, tra l’altro, arriva in concomitanza con la notizia della visita della delegazione dell’Unione Europea del Comitato per la prevenzione della tortura e delle pene nell’istituto penitenziario di Mammagialla.

“Un’ispezione ad hoc – conclude Anastasia – mirata ad accertare eventuali irregolarità nelle carceri destinate al 41 –bis o all’isolamento. Si tratta di un organo che si caratterizza come strumento di prevenzione e protezione delle persone vittime di maltrattamenti ed affianca in modo completo le attività giudiziarie della Corte europea dei diritti dell’uomo.

Ora si tratta di aspettare, visto che la relazione del comitato, che deve essere poi inviata al Ministero, sarà resa pubblica solo dopo i necessari tempi burocratici.”

Con la speranza che, nel frattempo, non ci si trovi a piangere altri morti.

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