Donna bloccata con 10 chili di cocaina

Smantellato cartello di Narcos sudamericani, arresti anche a Viterbo

239

VITERBO – Dal Sudamerica, passando per Milano e Roma, arrivando nel capoluogo di Tuscia. E’ con l’operazione denominata “Santiago” che gli uomini dell’Arma sono riusciti a smantellare un cartello di Narcos peruviani e cileni attivi soprattutto nell’hinterland capitolini.
Sono quindici le persone tratte in arresto, che dovranno rispondere a vario titolo di associazioni finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti con l’aggravante della transnazionalità, cessione e detenzione ai fini di spaccio.

“Ehi, portami un panino”. E’ così che veniva chiamata la sostanza e le ordinazioni si svolgevano mediante conferma telefonica.
La droga, dal Sudamerica, giungeva in Italia attraverso donne utilizzate come corrieri: proprio una di loro, fermata nel 2018 in Cile, fece scattare le indagini dei carabinieri del Nucleo Investigativo di via dei Selci che, oggi, si sono avvalsi della collaborazione dei colleghi di via De Lellis.

Gli accertamenti hanno consentito di individuare il destinatario dello stupefacente, dal quale si è poi risaliti all’esistenza di una strutturata associazione operante tra più stati e composta principalmente da soggetti sudamericani. Secondo quanto ricostruito i membri del cartello gestivano i contatti con fornitori esteri del Perù attraverso utenze telefoniche intestate a soggetti fittizi, ovvero intrattenevano rapporti con acquirenti in territorio italiano, ai quali facevano pervenire le partite di droga ordinate tramite l’uso di corrieri.

I soggetti incaricati del delicato e rischioso compito del trasporto del narcotico, perlopiù di sesso femminile, occultavano la sostanza in bottiglie di bevande e di prodotti fito-terapici, oppure all’interno di ovuli ingeriti prima di salire a bordo di aerei di linea delle tratte Santiago del Cile – Lima – Roma.
Sempre alle donne era affidata la preparazione della documentazione amministrativa di soggiorno o per motivi di turismo, necessaria ai corrieri per entrare in Italia e superare i controlli alla frontiera. Giunti a Roma, le donne individuavano case o alberghi dove i corrieri potevano espellere gli ovuli. Sempre le stesse si occupavano di vendere la droga al dettaglio e di custodire il denaro provento dell’attività di spaccio.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui