Solidarietà e buone pratiche. Caritas e “Terra degli uomini”: tanti valori messi in campo

"Terra degli uomini. Lavoro e dignità” si propone di sperimentare sul territorio un modello di lotta alla povertà.

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Il Terzo Settore ha un ruolo fondamentale nell’assistenza alle persone più fragili. Lo era prima dell’emergenza Coronavirus, lo è ora in queste settimane critiche e lo sarà ancora di più durante la futura ripresa, nel mantenere coeso il tessuto sociale del nostro Paese.

Nella diocesi di Viterbo sono stati realizzati diversi progetti grazie ai fondi dell’8 x Mille. In questo ambito ci siamo soffermati su un progetto “Terra degli uomini. Lavoro e dignità” promosso dalla Caritas diocesana di Viterbo che si propone di sperimentare sul territorio un modello di lotta alla povertà fondato su percorsi di empowerment, con un approccio innovativo, strutturato intorno all’offerta di opportunità lavorative temporanee nell’ambito dell’agricoltura sociale.

Realizzato nel 2019 il progetto – che si rinnova nel 2020 con una seconda annualità – ha consentito il reinserimento lavorativo di persone inoccupate. “Terra degli uomini” ha favorito l’inserimento lavorativo di persone alla ricerca di un nuovo percorso di vita, di famiglie in difficoltà economica e lavorativa, avvalendosi dell’esperienza di aziende agricole del territorio. L’intento di questo programma è far riscoprire a giovani e meno giovani il valore della terra, sia per le potenziali opportunità lavorative che per il recupero dell’ambiente e della cultura del territorio.

Il progetto in numeri
30 i beneficiari che hanno usufruito del progetto. 28 hanno frequentato i corsi di formazione, 13 sono stati inseriti presso le imprese agricole (11 uomini e 2 donne), 3 hanno trovato lavoro presso altre realtà.
19 le aziende agricole del territorio disponibili. 11 le imprese agricole che hanno assunto i lavoratori.
A fronte dell’importo erogato dal progetto per sostenere l’assunzione diretta dei destinatari, pari a circa 25.000 euro, le imprese agricole hanno dato circa ulteriori 21.000 euro.
Mediamente lo stipendio dei beneficiari è stato di 740 euro/mese. Questo vuol dire che nessuna azienda ha mantenuto l’importo minimo previsto da progetto (500 euro/mese) ma tutte hanno pagato uno stipendio mensile più alto, a dimostrazione della soddisfazione e della partecipazione.
Un importo stimato a ribasso pari a circa 6.000 euro è il benefit dell’alloggio dato gratuitamente a 5 beneficiari presso le imprese stesse.

“Terra degli uomini. Lavoro e dignità” ha messo in moto un’economia importante e un’assunzione di responsabilità da parte delle imprese private non scontata. Oltre ai puri dati economici, da registrare il risultato pedagogico ed educativo dell’azione a livello locale: c’è stata da parte degli imprenditori agricoli una rilettura del proprio punto di vista rispetto alla problematica dei migranti e dei poveri, una grande partecipazione alla loro storia e un coinvolgimento importante nel progetto per costruire soluzioni durature nel tempo.

“È stata un’esperienza di vita, di formazione e crescita personale per le persone impegnate nel progetto – racconta Letizia titolare de L’Orto di Hans, Azienda agricola di Soriano nel Cimino che ha partecipato al progetto – Durante un momento di inoccupazione le persone hanno bisogno di scoprire la fiducia in se stessi, sentirsi responsabilizzati, vedere i risultati del proprio lavoro ed entusiasmarsi per i risultati raggiunti. Anche noi abbiamo vissuto un’esperienza. L’ambiente collaborativo, non frenetico, solidale può essere il punto di partenza per un percorso di integrazione a 360 gradi, perché l’agricoltura sociale è innanzitutto inclusione sociale”.

Costanza dell’Azienda agricola Volta la terra ci dice: “Attraverso questo progetto si è valorizzato un modello di sviluppo sostenibile, sociale, solidale ed inclusivo. Per attuarlo è stato fondamentale il lavoro di rete. Abbiamo esplorato nuove relazioni che ci hanno consentito di impegnarci per la formazione, l’inserimento lavorativo e l’inclusione sociale, la ricreazione, la qualità della vita e l’educazione”.

Olivia dell’Azienda Agricola Sansoni riconosce al progetto la peculiarità della “contaminazione” tra settore agricolo e sociale raccontando che “le attività messe in campo hanno coniugato il senso del lavoro e del tempo con quello del capitale sociale e della vita”.

Il progetto “Terra degli uomini. Lavoro e dignità” trova il suo fondamento etico e solidale nel promuovere e favorire una cultura inclusiva all’interno del mondo del lavoro: un programma solidale di cui ora più che mai le persone e il nostro tempo hanno bisogno.

Per saperne di più www.caritasviterbo.it

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