Quella strana seduta del consiglio comunale di Viterbo su sanità e COVID

Solo applausi (o quasi) per la Donetti! Siamo sicuri che è una cosa normale?

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Daniela Donetti, direttore generale Asl Viterbo
Il direttore Giovanni Masotti

Ora io vi faccio una domanda: quando mai, a livello nazionale, è accaduto che le comunicazioni, le decisioni (e le castronerie) del giovane ministro Speranza dello sparuto Leu siano stata accolte con applausi e consensi unanimi dal Parlamento (l’ opposizione, soprattutto, ma non solo) e dalle Regioni? Mai, in questi terribili e contrastati mesi. E allora vi pongo un’ altra domanda, fatte naturalmente le debite proporzioni: per quale diavolo di motivo, ieri l’ altro in seno al consiglio comunale di Viterbo, dati e considerazioni esposti dai vertici della ASL territoriale sono filati via lisci come l’ olio, contrastati e contestati vivacemente da un’ unica esponente politica, la popolare dem Luisa Ciambella, che si è beccata un bello sciame di urlacci e interruzioni da parte di alcuni suoi stessi compagni di partito? Ho il sospetto che ci sia qualcosa che non quadra in quanto accaduto giovedì nel consesso di Palazzo dei Priori. Come mai la maggioranza di centro-destra che esprime il sindaco e la giunta non ha avuto nulla da eccepire rispetto allo zoppicante bilancio della drammatica fase Covid tracciato dalla Dg Donetti e dalla sua squadra al timone dell’ Azienda Sanitaria Locale tra una zoppicata e l’ altra? Strano, strano davvero. O, almeno, curioso. Daniela Donetti è notoriamente di estrazione panunziano-zingarettiana, pd. L’ amministrazione comunale è retta da Lega, Fratelli d’ Utalia, Forza Italia e da una lista civica. Possibile che due visioni così diverse della società si trovino a collimare quasi alla perfezione attorno al delicato universo della sanità? Eppure, come spesso ha scritto questo giornale, non sono mancate le diatribe sull’ operato della classe dirigente della ASL! Le cose, dunque, sono due: o la Donetti è talmente brava e tutti zitti e mosca; oppure, in questo settore cruciale della vita cittadina, vige una regola che non ci piace affatto: il trasversalismo. Tutti d’ accordo, dunque. C’è spazio per uno spicchio di potere per ciascuno, di qualsiasi colore esso sia. Abbiamo sollevato un dubbio, avanzato un sospetto. Possiamo sbagliarci… Vediamo se qualcuno ci seguirà.

1 commento

  1. Forse Direttore, ma il vulnus di questa tragedia è che la comunitá viterbese non ha gli attributi a dovere… iniziando da vertici Istituzionali che dovrebbero garantire il cittadino… e si veda quanto in queste ore si sta maturando in piazza Falcone e Borsellino!!!! E così a scendere, dove non si sa!!! Il DG si è dimenticata di trascinarsi dietro messer Bartolo degli Alvi… stranissima svista… forse qualcuno doveva ricordarglielo, che ne dice?

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