Solo pietre d’inciampo per i viterbesi deportati; nessuna via, piazza o parco intitolati a loro

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Viterbo- Non hanno ancora una piazza o una via a loro dedicata.  Solo tre pietre d’inciampo per i tre viterbesi deportati e uccisi nei campi di concentramento. Le pietre d’inciampo sono incastonate in tre sampietrini davanti alla loro casa, in via della Verità,  al civico 19.

Le pietre – ciascuna costituita da una targa in ottone sulla quale sono incisi i dati anagrafici delle vittime e il luogo in cui morirono – furono apposte l’otto gennaio 2015 dall’artista tedesco Gunter Demning, che avviò il progetto nel 1992 a Colonia per non dimenticare coloro che persero la vita a causa della Shoah.
Da allora sono state installate più di 71.000 pietre in molti Paesi che erano stati occupati dai Nazisti nel corso del secondo, tragico conflitto mondiale.

Domani sarà il giorno della Memoria. Si ricorderanno anche i viterbesi Vittorio Anticoli, Letizia Anticoli e Angelo Di Porto, che persero la vita ad Auschwitz nel 1944, ma, nella Città dei Papi, mancano ancora i loro nomi in parchi, vie e piazze.

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