Sos imprese Lazio denuncia: “La pandemia aumenta il rischio usura e infiltrazioni malavitose”

113

Ha tra i 48-55 anni, è titolare di una ditta individuale, ha sempre svolto quell’attività e ha difficoltà a riconvertirsi in un altro lavoro.

E’ l’identikit del piccolo imprenditore, prevalentemente un artigiano, maggiormente a rischio usura che si rivolge ai ‘cravattari’ per non perdere l’attività di una vita.

“Una situazione che rappresenta un fallimento economico ma anche personale. – sottolinea Lino Busà, presidente Sos imprese Lazio – Da qui il forte rischio di suicidi”.

Nei tre anni, dal 2018 al 2020, lo sportello dell’associazione operativo presso la Confesercenti di Viterbo ha preso in carico 112 persone, costituendosi parte civile nei procedimenti giudiziari.

Come nell’operazione Erostrato – attualmente si sta svolgendo il processo d’appello – che fece parlare di mafia viterbese per i metodi violenti e intimidatori adottati da un sodalizio criminale calabrese-albanese.

“L’emergenza economica causata dal Covid – prosegue Busà – aumenta il rischio di penetrazione nei territori della criminalità organizzata per l’acquisizione di imprese in crisi e quello del prestito usuraio”.

Le 112 persone – 64 uomini e 48 donne – assistite gratuitamente nel Viterbese da Sos imprese Lazio sono in maggior parte commercianti, piccoli imprenditori edili e agricoli ma anche pensionati e casalinghe.

Nelle richieste di intervento pervenute all’associazione  le vittime di usura rappresentano il 25% del totale, quelle di estorsione il 10 e le persone con situazione di forte indebitamento il 70%.

Il dato supera il 100 percento perché in alcuni casi l’imputazione è stata per usura ed estorsione.

Sos imprese Lazio, oltre che allo sportello attivo presso la Confesercenti di Viterbo, può essere contattata al numero verde 800900767.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui