Ennesimo caso incredibile di mala gestione del denaro pubblico. Tutti sanno, ma nessuno fiata

Sotto a chi tocca, alla Asl di male in peggio

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Nell’ormai lontano 2017, l’allora Responsabile della Prevenzione della Corruzione in Asl Viterbo, inviò una meticolosissima nota ai vertici aziendali, senza escludere il Dr. Cimarello delle Cure Primarie e la Dr.ssa Giaccone delle Tossicodipendenze, circa eclatanti e pesanti criticitá appalesatisi tra i PAI (Piani Annuali di Inclusione), il SERD C (Servizio Tossicodipendenze Civita) e la Cooperativa Alice.

Cosa si erano inventati stavolta? In detta comunicazione, prot. 58030 del 14/07/2017, emergeva e si denunciava il grossolano conflitto di interessi, ed incompatibilità, tra il Presidente della Consulta (D.S.M.), ma al contempo Presidente Associazione Famigliari Sostenitori Sofferenti Psichici Tuscia, Consigliere Coop.Alice (alla quale erano affidati in gestione congiunta i PAI in parola) e la Asl di Viterbo (gestrice dei servizi offerti dalla Coop. Alice).

Il signor D.S.M., ancor più grave – e penalmente rilevante – era poi il riscontro di tante, troppe “anomalie” amministrative, come ad esempio: proroghe prive di documentazione di verifica del processo e suo esito; firme non conferenti sugli atti; PAI per soggetti minori carenti dei documenti indispensabili per la valutazione di congruità e con atti notori incompleti o mancanti del tutto; numero di accessi di utenti ai servizi della Coop. Alice difformi da quelli presenti nei PAI; PAI attribuiti a psichiatri o psicologi della Coop. Alice nonostante la presenza utile di psichiatri o psicologi della Asl. Ma non è finita, perché ci sono anche “anomalie” contabili, ovvero emergono fatture liquidate in maniera difforme rispetto alle procedure aziendali.

Un documento preciso, calibrato, esplosivo. L’ennesimo esempio “provato” di una gestione allegra della res publica con tanto di ingiustificata emorragia economica. Ma, dopo oltre tre anni ed a fronte di vergognose, macroscopiche ed indifendibili irregolaritá, che strutturano tra l’altro un consistente danno erariale, i signori in indirizzo si sono ben guardati di trasmettere il tutto all’Autoritá competente, incappando “potenzialmente” nella più classica “omissione in atti di ufficio”.

Niente di nuovo dall’Azienda Sanitaria più pazza del mondo.

1 commento

  1. Bhè, solo in una cittá come Viterbo non si apre un fascicolo in Procura alla lettura di quel documento…., ma è mai arrivato in Procura oppure i soliti zelanti Dirigenti hanno insabbiato pure questo? Risulterebbe che alla Asl sia costato un milione e spiccioli di €: bravi, in una azienda privata la triade al comando ed i suoi compari a quest’ora erano a raccattare poponi in Maremma!!!

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