Spara al figliastro, a processo. Ma poi denuncia la vittima per minacce

“I due procedimenti potrebbero essere accorpati”, dice Vincenzo Dionisi, l’avvocato difensore del patrigno. Prossima udienza a novembre.

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Allarme Bomba al Tribunale di Viterbo

Il patrigno gli sparò alle gambe e finisce imputato. Ma la difesa del 58enne agricoltore di Acquapendente passa al contrattacco e ha ottenuto il rinvio a giudizio per il ragazzo, che ora si trova da un lato persona offesa, ma dall’altro è accusato di minacce aggravate contro chi gli ha sparato. Nella prossima udienza del 15 novembre 2019, l’avvocato del patrigno, Vincenzo Dionisi, chiederà alla giudice Silvia Mattei che i due processi siano riuniti in uno: quello in cui è imputato il figliastro è iniziato venerdì scorso davanti al giudice Gaetano Mautone, in un’udienza interlocutoria.

I fatti sono successi ad Acquapendente nel 2017: un 25enne il 6 luglio di due anni fu colpito alle gambe da una fucilata del patrigno 59enne, che venne arrestato dai carabinieri e finì ai domiciliari per lesioni personali aggravate (guaribili in 30 giorni). La parte lesa di questo episodio, il figliastro dell’uomo, è finito successivamente sotto processo per minacce aggravate. Ma il giovane potrebbe non essere processabile perché incapace di intendere e di volere (e socialmente pericoloso). L’uomo avrebbe sparato per legittima difesa. Per questo l’avvocato del patrigno è pronto a costituirsi parte civile e è pronto a chiedere di unificare i due procedimenti. La parte lesa nel primo processo, ma imputato nel secondo, è il giovane assistito dall’avvocato Amedeo Centrone. Come imputato è accusato di aver brandito “dapprima un coltello e poi un bastone, con il quale aveva già danneggiato la vettura del patrigno, e in altre circostanze, per mezzo del telefono e dei social network, proferiva minacce di morte nei confronti dello stesso patrigno e della compagna e madre dell’indagato”. Questi fatti alla base del rinvio a giudizio del ragazzo, sono successi ad Acquapendente tra luglio e settembre 2017.

L’udienza del processo al 58enne è stata fissata per il 15 novembre. Mentre il giudice Mautone ha rinviato quello al figliastro al 13 dicembre. Dionisi chiederà alla Mattei di andare avanti con un solo processo: “I fatti sono accaduti nello stesso contesto familiare – spiega l’avvocato Dionisi -, quindi spero che i due procedimenti siano accorpati”.

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