Spostamento del mercato: mi piace. Ecco perché. I suggerimenti di Zefferino Di Prospero

"Dobbiamo ripensare all'idea di mercato, dobbiamo guardarci intorno e copiare, solo copiare, anche male, ma copiare, quello che fanno gli ambulanti di Forte dei Marmi"

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Riguardo allo spostamento del mercato del sabato, dal prezioso parcheggio di Piazza Martiri d’Ungheria, al Carmine, ancora non si sono placate le polemiche. Anzi le accuse verso i nostri amministratori che hanno decretato questo spostamento, sono pesanti e talvolta anche cattive. Tanti i cittadini che hanno profetizzato, la morte ravvicinata del Centro Storico. Devo confessare che non sono uomo di mercato.

Non mi piace girare per il Sacrario, quando c’è il mercato. Mi annoio. Non vedo niente che possa attirare la mia attenzione, nella qualità, e neanche nel prezzo. Poi me la prendo con me stesso, dicendomi che non sono fatto per questi eventi popolari e chiassosi. Però quando recentemente a Viterbo sono venuti gli Ambulanti di Forte dei Marmi, non solo non mi sono annoiato, ma ho anche comperato alcuni oggetti. E allora si è imposta una riflessione, per capire i motivi di questa mia risposta, con atteggiamento diverso. “Ma come – mi sono detto – al mercato del sabato a Viterbo, non comperi niente e ti annoi, mentre con questi “forestieri”, non ti sei annoiato e hai pure comperato! Come mai?” Ho pensato un poco prima di rispondere e poi mi sono risposto:”Al mercato del sabato a Viterbo, c’è sempre il solito ciarpame, cose viste e riviste, oggetti vecchi e esposti male, nessuna novità!” E’ inutile che, per un mercato così scadente, come quello del sabato a Viterbo, si sacrifichi un comodo parcheggio, utile ai viterbesi e ai turisti. Dobbiamo ripensare all’idea di mercato, dobbiamo guardarci intorno e copiare, solo copiare, anche male, ma copiare, quello che fanno gli ambulanti di Forte dei Marmi. Loro prima di tutto, offrono solo prodotti italiani, poi li espongono ordinatamente, con stile e pulizia. Dal sito “Gli ambulanti di Forte dei Marmi” traggo questa frase che dovrebbe suggerire qualcosa ai nostri: Sui grandi banchi di vendita è possibile, tra l’altro, trovare il meglio dell’artigianato toscano ed italiano di qualità: pelletteria di altissima fattura artigianale (borse e scarpe), la migliore produzione nazionale di cashmere, abbigliamento in genere, pellicceria, stoffe pregiate, biancheria per la casa, porcellane, bijoux e tutta la splendida produzione di tessuti di arte fiorentina. Invece al mercato del sabato a Viterbo si trovano solo oggetti di infima qualità, cose vecchie, e bancarelle che si reggono in piedi per “S. Fuccello”. (Voce dotta tratta dal dialetto viterbese).Ora siccome io di mercati come già detto, non me ne intendo, cito una risposta dell’amico Zefferino di Prospero (viterbese doc), che è d’accordo con me su questo spostamento e suggerisce: “Al centro ci rifacciamo il mercato rionale, come quando ero ragazzo, e questo attrarrebbe gente. Intanto distinguiamo le categorie. Attualmente il 75% degli ambulanti presenti al Sacrario sono venditori di articoli, che non interessano nessuno. Suggerisco di realizzare due mercati rionali tipo Bolzano, uno a piazza del comune e uno a piazza del Gesù. Prodotti tipici, frutta, verdura, salumi, pesce, artigianato, e prodotti locali di ogni tipo,  vestiti e abbigliamento di prima qualità. Poi per le tante altre cose, suggerisco di dedicare altro spazio, magari al Poggino, allo scopo di creare una replica di Porta Portese. Questo attrarrebbe migliaia di persone al Centro, tanto per iniziare a farlo rivivere”.   

 

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