Il sottufficiale della Marina nel 2000 era stato denunciato da due prostitute per averle minacciate dopo un rapporto sessuale. Il caso era stato archiviato

Spuntano i documenti delle denunce delle due prostitute nei confronti di Antonio Ciontoli

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Una denuncia da parte di due prostitute sull’Aurelia che si erano ritrovate a essere minacciate da Antonio Ciontoli al termine di una prestazione sessuale non pagata.

Questo quello che era emerso già lo scorso anno, ma di cui non erano emersi documenti.

A tornare sull’argomento che ha come protagonista proprio Antonio Ciontoli, condannato in primo grado a 14 anni per omicidio volontario con dolo eventuale per la morte di Marco Vannini, il giovane di Cerveteri fidanzato di sua figlia Martina Ciontoli, è Giulio Golia de Le Iene.

Nella puntata andata in onda ieri sera Giulio Golia mostra i documenti della denuncia presentata dalle due prostitute protagoniste della vicenda, e i documenti relativi invece alla versione fornita ai militari di Cerveteri da Antonio Ciontoli, difeso all’epoca dei fatti da Celestino Gnazi, avvocato, oggi, della famiglia Vannini.

E proprio l’avvocato Celestino Gnazi aveva negato di aver avuto a che fare con Antonio Ciontoli. Ma oggi ammette: “Sono venuto a conoscenza di aver assistito Antonio Ciontoli in un’interrogatorio alla caserma dei Carabinieri prima e davanti alla Procura poi”.

Una vicenda di cui l’avvocato dice di non aver avuto memoria fino a quando non gli è stata sottoposta domanda diretta da parte di Golia.

Secondo la ricostruzione presentata da Le Iene, si è risalito ad Antonio Ciontoli tramite il numero di targa dell’auto che stava guidando quel giorno.

Ma secondo la versione fornita dall’uomo le cose non sarebbero andate proprio come raccontato dalle due prostitute.

Ciontoli aveva raccontato di aver dato un passaggio due donne di colore che per ripagarlo gli hanno offerto delle prestazioni sessuali.

Prestazioni che avrebbe accettato. Alla fine del rapporto però le due gli avevano chiesto la somma di 150mila lire.

Ne è nata una discussione con Ciontoli che avrebbe mostrato il portafogli vuoto alle due, con solo 50mila lire all’interno. Denaro che avrebbe consegnato a una delle due.

Dopodiché si sarebbe allontanato con le rimostranze delle due.

L’intera vicenda è stata archiviata.

Ora però Giulio Golia va avanti: chiede alle due prostitute, se si dovessero riconoscere nel racconto di farsi avanti e di raccontare come sono andate le cose.

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