Stabilimento ad Arlena di Castro per la produzione di biometano, Provincia di Viterbo e Comuni contrari alla realizzazione dell’impianto

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Realizzazione ad Arlena di Castro di uno stabilimento per la produzione di biometano, la Provincia di Viterbo si dice contraria al progetto per via dell’impatto ambientale che la struttura avrebbe sulle comunità locali.

Della stessa opinione anche i sindaci di Arlena di Castro, Canino, Cellere, Piansano, Tessennano e Tuscania che nei giorni scorsi hanno incontrato il Presidente Alessandro Romoli. Durante la riunione si è discusso dei prossimi passi da compiere insieme, Comuni e Provincia, per fare sentire le ragioni del territorio che non vuole la realizzazione dell’impianto.

“Si tratta di una vicenda nata nei mesi scorsi – si legge nella nota inviata da Palazzo Gentili – quando un privato ha depositato un progetto presso la Regione Lazio che prevede la realizzazione all’intero del territorio comunale di Arlena di Castro di uno stabilimento finalizzato alla produzione di biometano ottenuto dalla raffinazione di biogas proveniente dalla fermentazione di rifiuti. Il progetto è ora in fase di valutazione.

Qualora il progetto ricevesse il via libera da parte della Regione, nei territori dei sei comuni della Tuscia si paleserebbero importanti situazioni di disagio. L’impianto che il privato intende realizzare ad Arlena di Castro si è infatti posto come obiettivo quello di produrre 554 Smc/h (standard metri cubi all’ora) di biometano, per un totale di circa 4 milioni 709mila 346 Smc/anno.

Una quantità molto elevata di biometano, per la produzione della quale sarà necessaria la fermentazione di circa 63mila 828 tonnellate di rifiuti all’anno così ripartite: 50mila tonnellate di organico e 13mila 828 tonnellate di secco. Rifiuti che proverrebbero non solo dal Lazio, ma anche dall’Umbria e dalla bassa Toscana.

Non solo. Il progetto depositato alla Regione Lazio prevede che i rifiuti da utilizzare per la produzione del biometano vengano trasportati all’interno dell’impianto da 32 camion al giorno, circa tre ogni ora. Si tratta di molti mezzi pesanti che quotidianamente, carichi di rifiuti maleodoranti, transiterebbero lungo tre direttrici: Sp 2, Sp 3 e Sp4.

La Provincia di Viterbo e i sindaci sono preoccupati anche per questo aspetto del progetto. Innanzitutto per il forte disagio odorigeno che il trasporto di tali rifiuti arrecherebbe inevitabilmente alle comunità locali. Disagio particolarmente invasivo considerato il grande quantitativo di camion, circa tre ogni ora, che tutti i giorni transiterebbe lungo le strade provinciali. In seconda battuta anche il problema della viabilità che ad ogni ora del giorno subirebbe disagi e rallentamenti per via del costante passaggio di tali mezzi. Va poi considerato che quelle stesse strade attraversano anche dei piccoli centri storici, le cui antiche strutture potrebbero subire nel lungo periodo danneggiamenti legati al transito dei camion.

Queste le motivazioni – conclude la nota – per cui la Provincia di Viterbo e i sei comuni della Tuscia si oppongono alla realizzazione ad Arlena di Castro dello stabilimento. Il Presidente Alessandro Romoli e i sindaci si incontreranno nuovamente la prossima settimana per coordinarsi ulteriormente sulla questione”.

 

 

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