La crisi di Governo si sposta al Quirinale, ma il copione è già scritto

Stanno preparando la beffa del “Conte Ter”. Avanti popolo… Come se niente fosse accaduto!

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Il riluttante avvocato Conte si decide a salire sul colle più alto per rassegnare le sue (finte) dimissioni e subito l’ odore acre della beffa si espande in lungo e in largo per la penisola.

Il direttore Giovanni Masotti

È inutile illudersi che il premier buono per tutte le stagioni sia davvero con le valigie in mano. Macché… pur di salvarsi dal voto popolare – che li vedrebbe sonoramente puniti – Cinque Stelle, Pd e l’arcaica sinistra di Leu puntano ancora sul cavallino rampante Conte per non essere disarcionati e perdere le loro comode poltrone. Hanno una faccia tosta tale da dichiarare che intendono riprendere il dialogo con Renzi, etichettato fino a due-tre giorni fa come il diavolo! Al resto ci penserà  una risicata pattuglia di “responsabili”, centristi senza patria e senza famiglia sempre pronti a vendersi al miglior offerente. Questo è il copione della crisi, signori belli. C’è  poco da illudersi. I soliti noti occuperanno ancora gli scranni del potere. Il peggio succederà al peggio, sempre uguale.  A meno che qualche granello di questo “meraviglioso” meccanismo non si metta di traverso e non crei il corto circuito. Per esempio uno scatto d’ orgoglio del Capo dello Stato di fronte all’ orrendo e buffonesco spettacolo che si para davanti a lui e agli italiani. Altrimenti il grottesco “Conte ter” veleggerà lieve e indisturbato per le acque dei nostri mari.

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