Il governo ha paura e vuole tenersi i poteri speciali fino all'autunno, cosa cambierà con la proroga

Stato di emergenza prorogato al 31 ottobre, oggi il voto in Senato: cosa cambia?

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Nonostante il trend positivo in quasi tutto il Paese e nonostante la titubanza di opposizioni ed addirittura Italia Viva, Giuseppe Conte ha deciso di prorogare lo stato di emergenza fino al 31 ottobre. Oggi alle 18:30 ci sarà il voto in Senato, poi mercoledì la palla passerà alla Camera dei Deputati.

Una scelta, quella del governo, basata più che altro sulla paura dell’ormai celeberrima “seconda ondata”, dato che le statistiche fortunatamente parlano di contagi in diminuzione.

In mattinata però quasi tutti i quotidiani nazionali hanno iniziato a riferire che, secondo quanto affermato da fonti “di Palazzo”, il governo vorrebbe chiedere la proroga per avere una maggior rapidità di esecuzione in caso di necessità. Evidentemente le lezioni su mascherine mai arrivate con erogazioni di denaro pubblico anticipate come quelle impartite da Zingaretti non sono servite a nulla.

Ma nello specifico, cosa cambia con la proroga fino al 31 ottobre? Innanzitutto il governo e la Protezione Civile potranno acquistare materiale sostanzialmente da chi vorranno senza avere l’obbligo di indire ed osservare bandi o gare. E già questa cosa, sempre ricordando sommessamente la sòla zingarettiana e quella ancor più grande presa dal commissario Arcuri, non è di per sè molto rassicurante.

La proroga consentirà inoltre di istituire, in caso di gravi focolai, nuove “zone rosse”, ovvero territori totalmente confinati e chiusi agli scambi con l’esterno. Anche la scuola sarà toccata dal provvedimento: sempre attraverso le procedure snelle dettate dallo stato di emergenza sarà possibile acquistare mascherine, gel, banchi, distanziatori di plexiglas, saltando alcuni passaggi per l’affidamento degli appalti che seguono percorsi agevolati.

Nel caso di seconda ondata, la proroga permetterà di reperire posti letto in strutture diverse dagli ospedali, ad esempio le caserme o gli alberghi. Ma anche di bloccare voli da e per gli Stati che vengono ritenuti a rischio oppure di individuare e decidere di non ammettere in Italia determinate nazionalità.

Ed eccoci a quella che forse, tra tutte queste, è la nota più dolente: lo smart working. Per la durata dello stato di emergenza i dipendenti pubblici e quelli privati potranno rimanere in smart working secondo le modalità che l’azienda deciderà assieme ai dipendenti. Per quanto riguarda i dipendenti della pubblica amministrazione lo smart working durerà fino a capodanno.

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