Stop ai lavori a Belcolle, l’ennesimo “impegno mantenuto” di Zingaretti

Il completamento dell'ospedale, tra numerose sospensioni, va avanti da 45 anni. Il presidente della Regione però non perde il suo ottimismo

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Era il 2011 quando, a cura degli ingegneri Giorgio Troncarelli, Carlo Palmari e Giovanni Bianchi, veniva presentato il Progetto preliminare per il completamento del corpo A3 dell’Ospedale di Belcolle. L’ennesimo dopo le varie sospensioni.

Nel documento è contenuta anche una dettagliata cronistoria dell'”eterna incompiuta”.

“Alla fine degli anni 90’ (quindi circa trent’anni orsono n.d.r. ) è stato dato inizio al completamento del “Corpo A3”, lavori poi sospesi per circa 4 anni, tempo occorso per una perizia di variante che tenesse conto di intervenute nuove normative e cosa di primaria importanza che prevedesse l’adeguamento, strutturale-funzionale del corpo A3, alle nuove regole di prevenzione incendi relative a strutture sanitarie.

I lavori ripresi agli inizi del 2004 sono stati nuovamente interrotti alla fine del 2004, a seguito della rescissione del contratto conseguente a gravi inadempienze dell’impresa appaltatrice.

A seguito della detta rescissione del contratto, i sottoscritti professionisti furono incaricati dalla Direzione Generale di redigere un progetto, per il Corpo A3, che tenesse conto delle nuove esigenze logistiche e prestazionali, manifestate dalla Dirigenza della AUSL e dai vari Primari titolari dei rispettivi reparti. Il progetto, sottoposto all’attenzione della Direzione Generale, ottenne parere favorevole nel mese di aprile del 2005….”

Quindici anni fa quindi la prima rescissione contrattuale e la presentazione del nuovo progetto che, secondo il cronoprogramma indicato, si sarebbe concluso nel 2013.

Nel 2014 il nuovo stop ai lavori, stavolta per pronunciamento del Tar del Lazio nei confronti della Ics di Latina, ditta esclusa dal bando.

All’epoca la stima per il completamento dei lavori ammontava a 11.563.543,39 euro ( 9.624.904 euro previsti inizialmente dal progetto stralcio e 1.938.638,93 euro richiesti con un finanziamento alla Regione).

Tra interruzioni, nuove ditte, sovrapporsi di appalti si arriva ai nostri giorni, con la situazione immutata.

Nel mese di settembre dello scorso anno la direttrice generale, d.ssa Donetti alla collega Cherubini soddisfatta dichiarava:  “Ormai il traguardo è vicino ed il prossimo 12 settembre sarà montata la gru con tutti gli scongiuri del caso.”

Scongiuri che, evidentemente, a poco sono serviti visto che è notizia di ieri l’ennesimo stop ai lavori con la delibera 2351 per “mancato rispetto dei termini contrattuali nell’andamento dei lavori.”

Una brusca mazzata dunque per una situazione sanitaria nella Tuscia al limite del collasso.

Niente però potrà scalfire l’ottimismo del presidente Zingaretti che, ormai due anni fa, annunciava l’ennesimo trionfo: “Sono 10 i milioni di euro impiegati per aprire la nuova area di Belcolle, il cantiere già è aperto, è  molto complesso perche’ e’ una parte dell’Ospedale molto vecchia e quindi andrà ristrutturata nel profondo …

Ci sono oltre quattro milioni per il consolidamento strutturale e poi con due milioni che abbiamo recuperato dall’evasione dei ticket rifaremo tutte e dieci le sale operatorie dell’ospedale. Quindi dopo 45 anni si chiude l’incubo, uno dei simboli delle chiacchiere senza fatti, e si trasforma in un impegno preso 4 anni fa che abbiamo mantenuto”.

 

 

 

 

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